Archeologia del Libro di Mormon
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L’archeologia del Libro di Mormon è un modo per trovare dove abbiano avuto luogo eventi storici, e dove si trovino città, popoli e posti descritti nel Libro di Mormon. Essa include anche le prove di luoghi dove sono avvenuti i suddetti eventi, e localizza le città del Libro di Mormon.
Geografia
La terra di Abbondanza
Nel Libro di Mormon è scritto che il profeta Lehi lasciò Gerusalemme e fece un lungo viaggio attraverso il deserto, accampandosi, infine, su una spiaggia, in un luogo che egli e i suoi familiari chiamarono Abbondanza, così chiamato perché era molto fertile. La descrizione di questo posto, insieme alla localizzazione nella Penisola Arabica era stato per molto tempo un problema da risolvere, siccome posti così fertili non si erano ancora visti lungo la Penisola Arabica. Comunque, ricerche esplorative hanno appurato che posti simili esistevano, e per questo si è ipotizzata questa possibile località come riferito in dettaglio da Nefi.
La terra di Nahom
Un’altra caratteristica geografica del vecchio mondo, dal racconto di viaggio di Lehi, è la terra di Nahom. Quest’area è brevemente menzionata in (1 Nefi 16:34) come luogo dove Lehi seppellì Ismaele. Hugh Nibley e altri storici hanno notato che la frase usata nel Libro di Mormon ("Il posto che era chiamato Nahom") sarebbe apparsa per indicare un nome che era stato dato successivamente, ad un altro nome originario.
Ross T. Christensen, un archeologo e professore alla BYU, trovò evidenza di un luogo che avrebbe potuto essere stato la terra di Nahom, nella mappa disegnata da Carsten Niebuhr, che durante il 1700 era un famoso esploratore tedesco. La mappa di Niebhur mostrò un certo Nehhm (nella lingua semitica, le consonanti sono la parola-chiave), che dimostra una relazione particolare a Nahom, l’N-H-M significano “conforto”. Sono stati trovati e ben documentati vari riferimenti alla tribù dei Nihmiti, e si ipotizza che il gruppo di Lehi avesse seppellito Ismaele nella loro terra.
Quetzalcoatl
Le leggende riguardo a Quetzalcoatl provenienti dal Messico e dall’America Centrale, presentano una somiglianza incredibile in certi aspetti con la vita e il ministero di Gesù Cristo nel Nuovo Mondo. In passato, alcuni dirigenti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, (chiesadigesucristo.com) dedicarono particolare attenzione a certe analogie. Furono trovati dei manoscritti risalenti a dopo la conquista ispanica, dove si affermava che Quetzalcoatl era il Creatore, nato da una vergine, e che era il dio dell’aria e della terra (nella sua manifestazione di Serpente Piumato) che era bianco e barbuto, si diceva che venisse dal cielo e fosse associato con il pianeta Venere, che risorse dai morti, e che avrebbe promesso il suo ritorno.
La figura completa, comunque, è estremamente complessa. Alla luce di queste informazioni, studi antichi e moderni che si sono svolti in questa recente decade fanno notare alcuni legami tra Gesù Cristo e Quetzalcoatl, ma alcuni di essi rimangono ancora abbastanza deboli, mentre altri sono ancora in discussione. Questo articolo esamina e pone in un contesto utile possibili legami che possono derivare da essa, o almeno connessi alla conoscenza dei Nefiti, e agli insegnamenti sul Salvatore.
Le Risorse Primarie
Le risorse documentate di credenze pre-Colombiane variano in natura e valore. Gli unici veri antichi testi, sono delle iscrizioni di geroglifici Maya, che gli studiosi finalmente poterono decifrare per intero o in parte. E’ possibile avere delle informazioni tramite questi scritti, sulle credenze Maya riguardo alla creazione.
Interpretazioni correnti dell’iconografia trovata in Messico, aumentano la nostra comprensione di Quetzalcoatl e della mitologia associata, comprensione che non esisteva fino a pochi anni fa.
Informazioni utili su Quetzalcoatl sono state anche trovate nei codici indios. Questi libri pittorici, hanno come data, sia prima che dopo l'avvenuta conquista spagnola dell’America Latina. Molte leggende di Quetzalcoatl, risalgono al periodo coloniale, i codici e le loro trascrizioni nella lingua natia furono tradotte in spagnolo. Gli ultimi documenti in possesso dei messicani, una terza serie di risorse, sono le più inconsistenti, ma devono essere prese in considerazione in qualsiasi discussione che riguardi Quetzalcoatl.
Poiché il clero cattolico ed i missionari dopo la conquista scrissero dei manoscritti risalenti in genere al 16° secolo, qualsiasi controllo del materiale dev' essere fatto con cautela, come H. B. Nicholson disse: "Qualsiasi cosa che ci sia pervenuta per l'intermediazione di antichi frati, deve essere sempre esaminata in ogni minimo dettaglio, per la possibile influenza cristiana”. C’è una semplice ragione per questo scetticismo.
Gli scrittori di cronache spagnoli, per compiacere sia la cristianità che gli indigeni, enfatizzarono il potere simbolico e la continuità tra i credi cattolici e Mesoamericani. Fecero ciò tramite una combinazione frequente di miti e storia risalente ai periodi pre-ispanici. Detta manipolazione, era anche una tradizione dei nativi del Mesoamerica. I re facevano trascrivere su annali storici delle notizie di fantasia, e questo allo scopo di rinforzare e autenticare la legittimità a regnare sul loro popolo.
Per questo motivo, gli storici sono qualche volta perplessi, riguardo a ciò che è storico e a ciò che è mitologico. Alcune storie della post-conquista si basano chiaramente su ribellioni ai Cristiani. Per esempio, nel Popol Vuh del Maya Quinché, che vivono sulle alture del Guatemala, appare un resoconto della confusione delle lingue, analogo alla storia della Torre di Babele.
Inoltre, sempre nel Popol Vuh viene menzionata una storia sulla spartizione delle acque, paragonabile a quella di Mosè che divide il mar Rosso; e gli scrittori di Título de Totonicapán attestano che loro vennero dall’ “altra parte del mare, da Civán-Tulán, confinante con Babilonia”. Riferendosi all’ultima fonte, Allen Christenson annota che: “Molti dei materiali scritturali [degli scritti di Totonicpán] furono presi direttamente da un opuscolo cristiano, la Teologia Indorum, scritta nel 1553 da un prete spagnolo chiamato Domingo de Vico.
Questi riferimenti apparsi nei testi mesoamericani, di eventi noti della Bibbia, non possono essere presi sempre alla lettera. D’altra parte anche se alcuni racconti dall’antica America possono sembrare prevalentemente cristiani, non dovremmo allontanarci troppo per mostrare un' influenza missionaria.
Infatti, questi manoscritti a volte riportano gli stessi eventi registrati in altri documenti del Mesoamerica. Resta il dubbio se tale corrispondenza sia una coincidenza, o se i frati cattolici si contattassero a vicenda, visto che molte cose sono abbastanza identiche in base alle informazioni date, questi resoconti potrebbero essere autentici e quindi ci vuole sicuramente una seria e considerata attenzione.
In questa discussione, ci preoccuperemo delle analogie fra Quetzalcoatl e Cristo. Questo include i resoconti riguardo a Topiltzin Quetzalcoatl, loro capo, la cui storia è spesso confusa con quella del dio Quetzalcoatl. Anche il dio Maize dei Maya è molto importante per questa analisi, perchè le caratteristiche di questa entità soprannaturale possono essere correlate alla vita del Salvatore.
Quetzalcoatl e il dio Maize dei Maya
Per identificare i principali caratteri, iniziamo con le deità messicane come Quetzalcoatl, il cui nome significa “ Serpente piumato”. Nel lontano est, tra i Maya dello Yucatec il nome di questo dio è Kukulcan, che ha lo stesso significato. Alcuni antichi capi che veneravano Quetzalcoatl/Kukulcan assunsero questo appellativo, come i Mussulmani oggi, che aggiungono al loro nome quello di Mohammed. La forma più prolifica di questa antica scrittura Mesoamericana che osserviamo oggi, è la lingua Maya con iscrizioni geroglifiche.
Un nome legato al dio Kukulcan, fu scoperto su un vaso risalente all’era del Tardo Classico(600–800 a.C.) dallo Uaxactun, in Guatemala, che menziona una data corrispondente al 25 dicembre 256 a.C. e si applica al nome del governatore del momento. Infatti, era comune tra i Maya, praticare e associare il re attuale ad un altro governatore del passato, probabilmente risalente ad un tempo mitologico particolare. Come già menzionato, questo costume era usato prevalentemente tra i Maya, in modo da rafforzare la legittimità dei governatori nel loro regno, associando il re corrente ad un antenato altamente venerato.
L’importanza di questo vaso inciso trovato in Guatemala, deriva dal fatto che esso contiene una breve versione di un antecedente governatore – Kukulcan. Quindi il nome Kukulcan, si riferisce a un re vissuto molto tempo addietro in confronto al Topiltzin Quetzalcoatl messicano, che visse tra il 700 d.C. e il 1000 d.C. Topiltzin Quetzalcoatl, un governatore Toltec, è il governatore più popolare degli eroi nella cultura e letteratura coloniale. Apparentemente, il nome Quetzalcoatl, o Kukulcan, apportava un beneficio duraturo al Mesoamerica, sia se riferito ad un governatore, sommo sacerdote, o al dio stesso.
Il dio Maize, è l’altra deità sulla quale abbiamo incentrato gli studi. Questa figura mitologica e supernaturale è chiamata in vari nomi tra i Maya, ovviamente a seconda della località in cui ci si trova, ma i nomi più importanti sono: Hun Nal Ye e Hun Hunahpu.
In genere, il dio Maize ha dei riferimenti in una iconografia ed in altri testi prima della conquista, come nel Popol Vuh dopo il contatto con gli Spagnoli. Riferimenti nel Popol Vuh, ci riportano indietro alle prime risorse: i geroglifici. Senza andare troppo in spiegazioni dettagliate, si nota semplicemente che il dio Maize, è intrinsecamente coinvolto con la tarda creazione delle mitologie del Messico Centrale e dei popoli Mixtec, Oaxaca, le cui storie di Quetzalcóatl abbondano.
Mentre il Popol Vuh, non menziona Hun Hunahpu, cioè, lo stesso essere come il dio Maize, uno stile codificato policromato a forma di ciotola dal periodo del tardo classicismo, chiarifica la sua identità. Nella scena ritratta su di essa, Hun Nal Ye, il dio Maya Maize, risorge separandosi da un involucro a tartaruga che rappresenta la terra. I suoi figli, gemelli eroi, disegnati alla sua sinistra e alla sua destra sono identificati come i figli di Hun Hunahpu: Hunahpu, scritto come Hun Ahau, e Xbalanque, scritto come Yax Balam. Per capire l’identità di Hun Hunahpu col dio Maize in Guatemala, abbiamo bisogno di raccontare un po della storia che lo circonda.
Nel Popol Vuh, Hunahpu e Xbalanque, sconfiggono il signore del male degli inferi, che ha ucciso il loro padre Hun Hunahpu. Dopo aver vendicato la morte del padre, i gemelli si ritengono responsabili per la sua seguente rinascita. Hun Hunahpu, viene poi resuscitato dalla terra, che è spesso disegnata come la carcassa di una tartaruga.
Quindi, questo recipiente che dimostra la stessa storia raccontata nel Popol Vuh centinaia di anni più tardi, chiaramente stabilisce che Hun Nal Ye e Hun Hunahpu, sono la stessa persona.
Nel Popol Vuh, si vede l’associazione dei gemelli con maize. Hunahpu e Xbalanque vengono istruiti dalla nonna che se il mais piantato nella loro casa fosse morto, anch’essi sarebbero morti; ma se esso fosse rimasto in vita, anche loro sarebbero vissuti. In base alla storia, dopo la sconfitta del signore della morte degli inferi i gemelli eroi rinascono; quello è il maize rimasto in vita nella casa della loro nonna. Si conclude che sia il padre Hun Hunahpu che i suoi figli, in particolare il nome tramandato Hunahpu, sono in relazione al maize e potrebbero essere designati come déi del maize.
David H. Kelley, presenta un’evidenza particolare ed originale dal Popol Vuh che Hun Hunahpu e il dio del Maize sono uno e lo stesso. E' importante comprendere il dio Maize ed i suoi diversi appellativi. Vedremo che il dio Maize funziona come un dio sacrificale che muore e risorge, e che impersona anche un ruolo importante nella creazione e quindi è reminiscente del ruolo di Cristo come Salvatore e Creatore.
La Creazione
Le risorse Mesoamericane che sono state rinvenute, trattano della creazione nel seguente ordine cronologico. I testi Maya pre-colombiani trovati a Palenque, Chiapas, in Messico e Quiringua in Guatemala, rivelano il ruolo del dio dei Maya, Maize nella creazione. Vasi policromi e tavole, testimoniano la partecipazione del dio Maize in questo primissimo periodo. In aggiunta, sono stati rinvenuti codici pittorici disegnati prima della conquista, che avevano a che fare con il ruolo di Quetzalcoatl nella creazione.
Per quel che riguarda altri documenti, molti scienziati sono d’accordo sul fatto che il Popol Vuh dei Quiché Maya, ha il testo scritto meno corrotto da dopo la conquista. Ripete anche le storie del dio Maize che coincidono con la creazione di Quetzalcoatl, miti dal Messico. I racconti dei Maya indicano gli avvenimenti della creazione in una maniera che è diversa in un certo qual modo perché sono riportati sotto una cultura diversa, ma essi rappresentano ancora, un paradigma mitologico pan-Mesoamericano.
Infine, possediamo leggende di manoscritti del 16° secolo che dichiarano Quetzalcoatl come il Creatore. Queste dichiarazioni sono discusse in una sezione alla fine di quest’articolo riguardante plausibili credi pre-ispanici registrati dopo la conquista. Nel quadro generale, quindi, il punto di vista degli studiosi riguardo al dio Quetzalcoatl ed ai suoi coinvolgimenti durante la creazione, non mostrano un grande influenza cristiana. Riferendoci al periodo coloniale dei manoscritti, Michael Graulich, credette che “un’attenta ricostruzione ed analisi dei miti che riguardano la prima fase della creazione del mondo,… può dar [dimostrazione] delle variazioni su un singolo tema".
Una analisi comparativa, suggerisce anche che spesso l’influenza cristiana suscita dei sospetti in certi piccoli punti, riguardo all’unità del pensiero Mesoamericano” riguardo Quetzalcoatl come Creatore. Nel Palenque, si trovano iscrizioni che ci informano che Hun Nal Ye, il dio Maize, fece nascere il cielo in una fase della creazione, dal suo mare primordiale. Questo accadde, quando lui dispose l’albero della Vita al centro dell’asse del cosmo. Parlando di questo tema, Kent Reilly spiegò che i Maya ora credono che la creazione abbia coinvolto quella fuoriuscita di sangue dal Primo Padre, sotto un altro nome per Hun Nal Ye, il cui sangue fertilizzò uno spazio sacro, causando la nascita del maize.
Il germoglio del maize serviva come un axis mundi, o albero del Mondo, sollevando il cielo dalla terra e permettendo alla luce di entrare nella creazione. Un’ altra connessione esiste tra il dio Maize e la creazione. Il dio Ehecatl-Quetzalcoatl nacque il giorno 9 Ik (9 Vento), e il dio dei Maya è associato con questo giorno nel 3409 a.C, un punto della storia mitologica. Degli studiosi associano queste due deità come equivalenti non solo perchè sono associabili riguardo allo stesso giorno, ma anche per il fatto che entrambi hanno partecipato ad eventi della creazione simili. Durante il periodo pre-Colombiano Mixtec Vienna Codex, Ehecatl-Quetzalcoatl è mostrato nell’atto di salita al cielo. Una variazione di questo tema appare ai tempi che seguono la conquista, in testi in cui Quetzalcoatl è descritto come un uomo che si trasforma avviando una metamorfosi in un enorme albero.
Poi lui ed un altra deità spingono verso l’alto il cielo con la loro forma di albero. Un’identità caratteristica di Ehecatl-Quetzalcoatl, è un tipo di airone dal becco rosso. Attraverso questo oggetto simile ad un becco poteva soffiare per produrre vento aria e l’alito di vita, è questo fu il suo ruolo primario. Questa deità strana d’aspetto antropomorfo, può essere rintracciata dal tempo della conquista sino ad andare a ritroso all’era pre-Classica. ad Izapa, Chiapas in Messico fu trovato un vaso di terracotta sul quale si vede scolpita la faccia di Ehecatl, ed è datato primo o secondo secolo a.C. Comunque, non sappiamo se questa immagine particolare racconti la stessa connotazione creativa che Ehecatl-Quetzalcoatl possedeva 1,700 anni dopo. A causa del fatto che il vento precedeva la pioggia, Ehecatl-Quetzalcoatl è associato al dono di vita che dà la pioggia, in altre parole, il titolo di Ehecatl-Quetzalcoatl lo designa come dio di vita e creatore.
Pane della Vita
Sia Quetzalcoatl che il dio Maya, sono responsabili di portare il maize all’umanità, figura molto importante nel Mesoamerica. In base alla leggenda, Quetzalcoatl si trasformò in una formica, in modo da poter trovare semi dalla montagna del Sostentamento, dove è tenuto il maize. Oggetti in ceramica riportano la risurrezione del dio Maize che porta il granoturco in superficie e quindi sulla terra, dalla montagna del Sostentamento. Queste mandorle servirono come cibo e si credeva che fossero per il sostentamento dal quale gli umani furono creati.
Sacrificato per l’Umanità
Una storia di come Quetzalcoatl abbia salvato l’umanità, appare nella leggenda del sole. Questa deità discese agli inferi per spargere sangue sulle ossa dei morti così che potessero vivere di nuovo. L’intera leggenda, con tutti i suoi strani dettagli, assomiglia molto alla storia pagana del mondo cristiano, ma i Santi degli Ultimi Giorni sentono l’eco della salvezza del lavoro di Gesù Cristo tra gli spiriti. Per riassumere, Quetzalcoatl, va negli inferi per ritrovare le ossa umane dopo il grande diluvio che distrusse questo mondo, ed i suoi popoli che furono consecutivamente, trasformati in pesci, ma furono considerati “gli antenati”. Un’antica dea polverizza le ossa di questi antenati come maize e le mette come farina in un contenitore. Quetzalcoatl, attua un rituale facendo gocciolare del sangue sacrificale sulle ossa polverizzate, dando modo di avere una potenziale salvezza di vita. La razza degli esseri umani si dice che sia data da discendenti rinati dal loro stato decaduto. In una illustrazione nella Borgia Codificata, Quetzalcoatl appare come il dio dell’alito di vita e aria, Ehecatl, e siede schiena a schiena con il dio della morte.
E’ stato suggerito da alcuni scienziati SUG che quella illustrazione rappresenta la storia raccontata prima. Lo scheletro vive perché in esso contiene un cuore vivente che pende dalla gabbia toracica. Come notato prima, il dio Maize, o Primo Padre, diede il suo sangue e da lì, causò la rinascita del seme. Maize è intrinsecamente coinvolto con l’uomo, perché i Maya credevano che l’uomo era fatto dal granoturco. Per la storia raccontata prima di Quetzalcoatl, i pesci erano anche associati ad essi. Per esempio, nel Popol Vuh, le ossa dei gemelli eroi furono polverizzate, buttate in un fiume, trasformate in pesce ed infine risuscitate.
L’albero e la Resurrezione
L’Albero del Mondo (l’Albero della Vita) è significativo in base allo scenario. Per i Maya, l’Albero del Mondo, è un motivo di resurrezione e vita, e lo è stato per oltre 2000 anni. Nel mito dei Maya il Signore della Morte tiene appesa la testa del Hun Hunahpu decapitato su di un albero che non ha frutto, oltre il quale si iniziano a vedere germogli di frutti. Quando i suoi figli sconfiggono gli inferi, il dio Maize Hun Hunahpu, è resuscitato.
Nel regno umano, Pakal, il grande re Maya dei Palenque, è sepolto in un magnifico sarcofago sotto il Tempio delle Iscrizioni. L’intaglio sul coperchio del sarcofago rappresenta Pakal al giovane dio Maize, con l’albero della vita che nasce dal suo corpo in resurrezione (paragonare Alma 32:28-41). Questa storia molto impressionante del Mesoamerica, iscritta nella pietra, fu incisa approssimativamente 800 anni prima che il Popol Vuh fose stato scritto in corsivo dopo l’arrivo degli spagnoli. Molto di questa ideologia ha un’esistenza di secoli nel Mesoamerica.
Deita, Luce e il Sole
Un frate cattolico chiamato Juan de Cordova, scrisse il seguente racconto mentre stava lavorando tra gli indiani Zapotechi Oaxaca nel Messico. Usando le loro stesse parole, dice:
“Il giorno che chiamammo Tecpatl, una grande luce venne dal cielo a nordest. Si illuminò per quattro giorni nel cielo e poi iniziò a calare verso la roccia… nella valle Oaxaca. Da quella luce venne un potente essere, che stette sulla cima della roccia e che illuminava come il sole nel cielo… Poi parlò, la sua voce era come tuono, che echeggiava attraverso la valle”.
Allen Christenson mi fece notare che la storia sopra citata poteva paragonarsi al racconto che si trova nel Popol Vuh riguardo alla prima alba, che descrive la luce come un uomo. La traduzione di Tennis Tedlock avviene quanto segue:
“Il sole era come una persona quando viene rivelata. La sua faccia era calda, così asciugò la faccia della terra. Prima che albeggiasse c’era l’umidità, e la faccia della terra era fangosa prima che il sole nascesse. E quando il sole era ormai in alto, appena più in là, a breve distanza c’era come una persona, ed il suo calore era insopportabile. Da quando egli si rivelò solo, quando egli nacque, è solo il suo riflesso che ora rimane”.
Come scrissero su antichi testi : “ Il sole visibile non è quello reale”.
Queste citazioni affermano che un essere con una luce intensa, paragonabile al sole, provocò un' impressione molto profonda sui nativi del Nuovo Mondo. Non è una sorpresa che questi antichi popoli paragonavano questo personaggio al sole vivente. Un’associazione precedente di Quetzalcoatl con il sole è un po’ oscura. Comunque dovremmo considerarla come letteratura e storia post-colombiana.
Il dio Nanahuatzin, in aspetto simile a Quetzalcoatl, divenne il sole. Questo essere ulcerato e malato saltò nella pozza del fuoco dopo un digiuno rituale, e come risultato del'essere emerso come Tonatiuh, divenne il dio degli Aztechi. Qui vediamo aspetti della morte e della vita, l’oscurità e la luce che si intrecciano insieme. E' importante notare che Nanahuatzin unisce in se stesso delle sfaccettature di immortalità e di luce.
Dovremmo anche considerare che lui si sacrificò per il benessere dell’umanità. Il dio Maize, come Quetzalcoatl e Nanahuatzin, sono dei del sole. Per evidenziare maggiormnente questa connessione tra il dio messicano e il dio Maya, dovremmo vedere la storia nel Popol Vuh, dove i due gemelli eroi, figli del dio Maize, vanno agli inferi per giocare una partita a palla con il Signore della Morte. Questi demoni degli inferi imbrogliano e decapitano uno di loro, Hunahpu. Più tardi nella storia, come Nanahuatzin, i gemelli saltano nel fuoco che li porterà infine alla resurrezione di Hunahpu come il sole. In merito alla fine della storia, Raphaël Girard spiegò: "Hunahpu risorse trionfante e ascese al cielo, simboleggiando allo stesso momento l’apparizione dell’alba, dell’uscita del maize che va attraverso gli inferi sulla superficie della terra, dove è coronato da una cresta di foglie verdi, identificate con un piumaggio magnifico, e degli dei del sole nella sua giovinezza. La palla del gioco era rappresentata dalla testa di Hunahpu, anche per rappresentare la vita che dà il sole. Nell’arte la palla a volte è raffigurata con un teschio all’interno che denotano questa tradizione. Gioco fatto in tutto il Mesoamerica, questo gioco con la palla esibiva un significato mitologico ricco e cosmico".
Associazione con Cristo: Il questionabile e il plausibile
I testi spagnoli furono scritti nel 1500 dopo che Cristo aveva visitato il popolo del Libro di Mormon. Verso il 200 d.C. ci fu la crescita dei semi di apostasia (vedere 4 Nefi 1:24-26) che si protrasse per un periodo di tempo di 1300 anni, situabili tra la distorsione del vangelo e gli scritti posteriori alla conquista spagnola. Conseguentemente, avvicinandoci ai possibili legami tra Cristo e Quetzalcoatl, gli studiosi hanno bisogno di essere molto cauti nel determinare quali parti dei manoscritti sono posteriori alla conquista e quali parti contengano tradizioni pre-ispaniche. In contrasto, le tradizioni prima della conquista sono ben definite e quindi preservano molto più accuratamente le credenze del popolo. Esamineremo specifici problemi per trovare soluzioni a domande sulle connessioni possibili tra il Salvatore, Quetzalcoatl e il dio dei Maya.
Associazioni messe in discussione
Informazioni coloniali sull'uomo deificato Topiltzin Quetzalcoatl, spesso causano confusione riguardo al dio Quetzalcoatl e Gesù Cristo. Le caratteristiche di questo governatore sono che nacque da una vergine, che promise di ritornare, che aveva una associazione con il pianeta Venere (La stella del Mattino e della Sera) e che il suo emblema era un Serpente piumato (presumibilmente connesso al non piumato serpente di bronzo conosciuto di cui parla Mosè, per guarire gli Israeliti).
Abbiamo notato che c’è più di un essere chiamato Quetzalcoatl, e forse anche più di uno Topiltzin Quetzalcoatl, e che le cronache possono aver amalgamato insieme queste persone in un'unica persona storica. Questa percezione nasce dalle varie date assegnate alla vita di Topiltzin Quetzalcoatl, nei manoscritti della post-conquista.
La ripetizione delle storie dei nativi mesoamericani,crea problemi di accuratezza per quel che riguarda questo eroe leggendario, Topiltzin Quetzalcoatl.
In un certo qual modo, gli annali della vita e delle opere di Topiltzin Quetzalcoatl si confondono con quelle del dio Quetzalcoatl. Nicholson commenta questa fusione dicendo che “un certo grado di ‘mistificazione’ di Topiltzin Quetzalcoatl quasi sicuramente è accaduto, …. Come alcuni paragoni con la deità di alcuni protagonisti”. Quindi, è estremamente importante per i ricercatori, guardare i contenuti circostanti e il contesto dei vari manoscritti coloniali, quando si determina quale porzione del resoconto si sta riferendo alla deità Quetzalcoatl, e quale sta dando una narrativa storica della famosa cultura dell' eroe Topiltzin Quetzalcoatl. Incominceremo con il mito della “nascita da una vergine”.
Non c’è un resoconto né nella pre o post-conquista o testi che dicano che Quetzalcoatl o il dio Maize abbiano avuto luogo tramite la miracolosa nascita da una vergine. Comunque, l’illustre vita di Topiltzin Quetzalcoatl iniziò con la sua nascita da una vergine, la cui storia ci riporta a quella bibblica attraverso l’ovvia narrazione dei luoghi e degli eventi.
Un forte sapore soprannaturale pervade in tutto il racconto, specialmente riguardo alla madre dell’eroe Chimalman, che ricevette un annuncio da un messaggero celeste disceso dal dio creatore. Perché sia il Libro di Mormon ed il Nuovo Testamento testimoniano che Gesù Cristo nacque da una vergine, un Santo degli Ultimi Giorni potrebbe desiderare di vedere che ci sono delle cose che legano questi tratti, e che esse sono state trovate nella storia di questi manoscritti del 16° secolo.
Ma dobbiamo essere molto cauti. Arriviamo ad un secondo punto, quello del ritorno. Da nessuna parte in questi testi del periodo coloniale, troviamo il dio Quetzalcoatl che dichiara che lui sarebbe tornato un giorno. Comunque, nella narrativa storica della vita di Topiltzin Quetzalcoatl, egli dice che parlò al popolo promettendo che sarebbe tornato. Da quando una confusione si sviluppò tra gli studiosi sul “mitico ritorno” si possono ottenere due risposte plausibili: (1) questo governatore disse che sarebbe veramente tornato, o (2) il suo popolo aveva tradizioni orali che sostenevano che il loro dio Quetzalcoatl disse che lui sarebbe ritornato, ed egli fu incorporato in questa parte della tradizione nei governatori mortali della storia.
Chiaramente non c’è nessuna risposta definitiva per quanto attualmente riguarda la vicenda, ed i ricercatori possono solo indovinare e saltare a delle conclusioni a loro rischio. E’ sicuro che questo mito sia pre-ispanico. Comunque, bisogna dire che Re Motecuhzoma, credette che Cortés fosse Topiltzin Quetzalcoatl che era tornato, che aveva emulato questa personificazione del dio Quetzalcoatl. La venerazione di Quetzalcoatl causò una risurrezione con la nascita di Topiltzin Quetzalcoatl. Come risultato, una chiara e netta distinzione non può essere segnata tra il regnante ed il dio come notato prima.
La saga di Topiltzin Quetzalcoatl, include le storie di ubriachezza, fornicazione e omicidio. Cionondimeno, questo regnante fu guardato come una divinità dai suoi seguaci, come un se fosse uno dei re passati del Mesoamerica. Quindi, insieme alle influenze attraverso queste leggende che legano il suo mortale Topiltzin Quetzalcoatl al dio Quetzalcoatl, affrontiamo uno scudo di fumo di storia, mitologia e cristianesimo.
Il terzo elemento ha a che fare con il pianeta Venere. Verso la fine della storia mesoamericana, Quetzalcoatl è mostrato nei disegni e codici pre-colombiani legato a questo pianeta. Quetzalcoatl stesso se non è legato a Venere nei testi scritti, lo è almeno nella storia di Topiltzin Quetzalcoatl, come mostrato da alcuni documenti della letteratura coloniale.
David Carrasco ha notato che “un culto della Stella del Mattino-Topiltzin, fu celebrato a Cholula, suggerendo che si era sviluppata una fusione della cultura dell’eroe e della deità Ehécatl [un aspetto di Quetzalcoatl] ”. Queste leggende mostrano la morte e cremazione di Topiltzin Quetzalcoatl, che salì al cielo e divenne la Stella del Mattino. Questo è ciò che la cultura dimostra riguardo a questo eroe risorto, deificato e connesso a Venere. Da qui, un simbolo più prominente di Quetzalcoatl come Serpente Piumato. Come possiamo vedere, questa figura si collega all' ideologia di Venere.
Il Serpente Piumato può esistere in motivi artistici che risalgono fino al periodo della civilizzazione Olmeca, la cui cultura come quella dei Santi degli Ultimi Giorni, assomiglia a quella dei Giarediti. Una scultura in pietra, monumento 19 da La Venta, Tabasco (circa 900–400 AC), rappresenta un serpente a sonagli con un Airone il quale possiede una cresta molto piumata. Due uccelli quetzal, sono anche scolpiti su questo monumento Olmeca, dal periodo del Medio Formativo. Tenendo in considerazione che i giarediti non conobbero mai la storia del serpente che Mosè alzò su di un palo nel 1250 AC circa, dobbiamo assumere che la versione Olmeca del Serpente Piumato ha qualcosa a che fare con Cristo. I serpenti che attaccarono gli israeliti sono riferiti ai "serpenti velenosi".
Non è menzionato che il serpente di bronzo, rappresentasse un serpente volante con le piume. Che il popolo Olmec mise a confronto di proposito questo rettile volante con il Messia? Purtroppo non c’è neanche una solida, empirica evidenza che il Serpente Piumato rappresentasse Cristo prima che visitasse il Nuovo Mondo. Assumiamo in base all’argomento, che il monumento 19 fu intagliato più tardi, durante la sequenza di La Venta, 400 AC circa, se per caso un rimanente dei giarediti sentì per caso parlare di un ebreo famoso, dalla tradizione mosaica portata dalla famiglia di Lehi o dai Mulechiti, gli Olmeca/Giarediti avrebbero dovuto riportare il serpente su di un palo. Ma non è questo il caso. In base al Libro di Mormon, non fu che dopo il 22 AC che gli insegnanti nefiti associarono il serpente di bronzo alzato da Mosè come simbolo di Cristo.
Ovviamente, i nefiti fecero questo simbolismo molto prima, ma non possediamo una datazione perciò, non possiamo essere sicuri che il Serpente Piumato abbia avuto a che fare con Gesù Cristo, durante il tempo dei Giarediti. Comunque, non possiamo escludere la possibilità che i Nefiti abbiano adottato il serpente Piumato come simbolo, dopo la venuta di Cristo.
Possiamo razionalizzare che l’uccello quetzal rappresenta il paradiso e il serpente rappresenta la terra. Cristo è entrambi, un dio (dal Cielo) ed un uomo mortale (dalla terra). Non conosciamo tutti i nomi che i popoli del Libro di Mormon diedero a Cristo, anche se lui avrebbe potuto essere chiamato Quetzalcoatl, il “Serpente Piumato” più tardi nel tempo. Gli iconografi ora sanno che l’espressione artistica del dio Quetzalcoatl è fortemente correlata al militarismo. Se questa deità, originalmente era riferita a Cristo, la sua natura è cambiata velocemente: nel 200 DC circa, il simbolismo del Serpente Piumato denotò potere, sacrificio e guerra. Ritrovamenti archeologici, nella Piramide di Quetzalcoatl (Tempio del Serpente Piumato) a Teotihuacán, hanno rivenuto una scena molto chiara. Gli scavi cominciarono nel 1980, scoprendo approssimativamente 200 vittime umane di sacrifici dedicatori che furono trovati sotto il Tempio del Serpente Piumato.
Anni più tardi i motivi del serpente piumato furono uniti ad immagini di soldati e preparativi di guerra. Immagini del serpente piumato si vedono su colonne sia a Tula Hidalgo, che a Chichen Itza, dove sono raffigurati altari sacrificali di fronte a loro. In quest’ultimo sito, dei pannelli riportano serpenti piumati che escono dalle loro bocche.
Un’altra illustrazione grafica di Quetzalcoatl come un serpente piumato appare nel Codex Telleriano-Remensis. Qui lui divora una vittima maschile il cui corpo ha delle ferite. La coda del serpente piumato comprende anche un coltello sacrificale. Gli Aztechi, uccidevano tramite sacrifici rituali necessari alla continuità e all’esistenza o alla rinascita di tutte le cose. Questo include l’era di quando il serpente piumato e le immagini di Venere erano veicoli per propoagandare il culto di Quetzalcoatl attraverso la conquista e la fondazione delle nuove dinastie. Gli annali della letteratura della post-conquista riguardano Venere che è benevolente o quello che ci aspetteremmo se Cristo fosse connesso in qualche modo a questi aspetti di Quetzalcoatl45.
L’iconografia del serpente piumato e Venere appaiono a una data antecedente a Teotihuacán con un chiaro messaggio di guerra e sacrificio. Una tazza in questo sito ritrae un Serpente Piumato con diverse stelle. Sotto il corpo del serpente ci sono quattro cuori gocciolanti sangue.
In un altro esempio, c’è il serpente piumato, Venere e il sacrificio (in questo caso il sacrificio di un prigioniero di guerra). Una spiegazione del serpente piumato come rappresentante di Venere, è in un certo ordine. Questo serpente è una combinazione di guerra e sacrificio fatto con il sangue e sacrificio per la fertilità e l’acqua.
Carlson osservò: "Il culto di Venere concerneva le simboliche trasformazioni del sangue in acqua e la fertilità attraverso l’esecuzione dei prigionieri". Questo è un tema ricorrente trovato in tutto il Mesoamerica antico, per adoratori che credevano veramente che attraverso la morte (e sacrificio) sarebbero tornati in vita. Questo potrebbe sembrare un parallelo del sangue espiatorio di Gesù Cristo, che è versato per il beneficio di tutta l’umanità. Comunque, l’apostasia distrusse qualsiasi vero significato di sacrificio tra questi popoli. Il segno di Venere che era quello anche di Quetzalcoatl or Kukulcan, disegnati su di una conchiglia, sono un diretto riferimento alla guerra. Infatti le epigrafi copiano questo geroglifico in “Guerre Stellari”.
Il cambiamento dottrinale che portò ai sacrifici dei prigionieri di guerra e di altri, senza dubbio cominciarono agli inizi dell' apostasia che spazzò il Mesoamerica nel 200 DC (confrontare con Moroni 9:7–8), questo portò infine ad una caduta spirituale di quei Nefiti e Lamaniti che negarono Cristo, dopo la sua visita ai loro antenati. Infatti Esther Pasztory, ha contemplato l’idea che il Ciudadela, Tempio del Serpente Piumato costruito tra il 150–200 d.C., sembra essere una rappresentazione architettonica per indicare il grande cambiamento politico e sociale nelle strutture dello Teotihuacán, particolarmente nei suoi orientamenti militaristici e forse nel recente lignaggio di una nuova dinastia.
Questa notevole innovazione sarebbe sicuramente coincisa con l’apostasia come descritto dal Libro di Mormon. C’è un altro problema che bisogna chiarire riguardo al ruolo del Serpente piumato. Abbiamo già notato che, circa nel 200 DC, le persone di Teotihuacán associavano il Serpente Piumato a Venere. Ma Ehecatl-Quetzalcoatl, il dio della creazione che fece nascere il cielo, non aveva niente a che fare con questi due simboli di un tempo precedente.
Raúl Velázquez commenta che " Non ci sono altri legami che li identificano e li connettono l’uno con l’altro. Cionondimeno, riguardo agli inizi del periodo post-classico ( 900–1000 DC), questi tre esseri iniziano a mescolarsi e amalgamarsi in un carattere con più sfaccettature come Ce Acatl Topiltzin Quetzalcoatl". Da qui, sembrano essere accurate le tradizioni riguardo al dio Ehecatl-Quetzalcoatl, almeno fino a che Topiltzin Quetzalcoatl si incorporò agli attributi di questo dio fino a diventare una personalità, con attributi che sono menzionati nei manoscritti della post-conquista.
Associazioni Plausibili
Molti simboli associati a Cristo appartengono anche a Quetzalcoatl ed al dio Maize, simboli che potrebbero apparire sia in motivi di arte pre-colombiana ed in certe occasioni anche in letterature coloniali più tarde, e non sembrano avere nessun tipo di interpolazione cristiana. Quindi è abbastanza possibile che il dio piumato Quetzalcoatl possa essere una derivazione da ciò o almeno in parte dai ricordi dei mesoamericani quando Cristo visitò le Americhe.
Quelle parti che sembrano collegarsi molto bene con le tradizioni sono queste: un dio che interpreta il ruolo del creatore, facendo “sorgere il cielo”; un dio che associa il pane alla vita (parte che corrisponde con il dio maize); un dio che assiste i morti; un dio che sparge sangue per salvare l’umanità; un dio che muore su di un albero (il dio Maize si impiccò ad un albero); un dio che risorse dalla morte e responsabile della rinascita dei morti, e un personaggio di luce 57 che è associato al sole. Abbiamo già rivisto alcuni di questi attributi e sono facilmente comprensibili da soli.
Inoltre ci sono altri interessanti aspetti da esplorare. Per esempio, altri cristiani mettono in parallelo alcuni elementi del dio Maize con Gesù Cristo. Infatti, il Maya di oggi, trova una forte associazione tra il loro vecchio dio, il dio Maize e il loro nuovo dio cristiano. Un prete cattolico, padre Rother, pensò di rappresentare un simbolo Maya per rappresentare un aspetto di Dio riguardo al “pane della vita” dal pulpito della chiesa a Santiago Atitlán, in Guatemala. Forse c’era un particolare motivo per cui lui scelse l’immagine del dio maya Maize, al posto di una immagine del Salvatore.
Negli elementi mitologici del manoscritto coloniale, Levanda Leyenda de los Soles, dona uno spiraglio di luce alla comprensione originale del sacrificio di Cristo, accennando anche a popoli defunti. Anche se questo racconto può apparentemente riferirsi a coloro che morirono nell’inondazione, questo aspetto può aver introdotto i nativi successivi ad una comprensione perduta del vangelo.
Gli scritti di Juan de Cordova, riguardo alla luce che emanava da quell’uomo potente, ed il resoconto nel Popol Vuh di colui che splendeva come il sole potrebbero essere una rappresentazione della visita di Cristo nelle Americhe. Queste due storie non appaiono come manipolazioni cristiane e si avvicinano molto alla visita di Cristo come detta tra i popoli del Libro di Mormon.
Anche se in 3 Nefi 11:10-11 non è specificamente detto che il Signore discese da una nuvola come un personaggio che emanava luce dal suo essere, è plausibile che sia successo. Dopotutto indossava “una tunica bianca” e il secondo giorno della sua visita, irradiò luce brillante sui suoi discepoli (vedi 3 Nefi 11:8, 19:25,30). Ci potrebbe essere anche una risposta riguardo al serpente piumato proprio per il fatto che è una caratteristica molto prevalente nel Mesoamerica.
Se il serpente piumato era una volta considerato benevolo e non malvagio, questo spiegherebbe la situazione di apostasia dal punto di vista della chiesa mormone. L’associazione del serpente piumato con la guerra ed il sacrificio sarebbero state manifestazioni secondarie. E ciò spiega questo caso. In aggiunta, si sa che i guerrieri che vinsero i loro nemici nei periodi pre-Ispanici, qualche volta adottavano il dio che conquistava i popoli.64.
E’ possibile che questo era quello che successe al simbolo del serpente piumato? Non ne possiamo essere sicuri, ma potrebbe essere una possibilità. Un'altra risorsa riguardante il serpente piumato si trova anche nel Popol Vuh, dove il Serpente Piumato è uno degli dei creatori che i Quinchè Maya onoravano. Questa deità soprannaturale è conosciuta come Gucumatz (Uccello Quetzal Serpente) che non è in alcun modo imparentato con la guerra ed il sacrificio, solo alla creazione.
Il Popol Vuh, menziona questa personalità soprannaturale ed il suo ruolo cruciale nella creazione. Le sue azioni creative comunque, non sono state fatte da solo – lui insieme ad altri dei sono stati coinvolti nella nascita della terra dalle acque primordiali, la crescita delle piante, dai semi e dal popolamento della terra.
Questo corrisponde molto agli antichi insegnamenti che furono spiegati dal Signore, che partecipò con il Padre e altri al processo di creazione (vedere Mose 2:1, 26; Abrahamo 4:1). Oltre a certe discrepanze di miti riguardo a Quetzalcoatl nelle risorse coloniali, e la mitologia ed il simbolismo di iscrizioni ed iconografie pre-colombiane, siamo rimasti con alcuni punti cruciali riguardo a Quetzalcoatl e il dio Maya Maize, che si applica alla vita premortale di Cristo e la sua missione sulla terra incluso il suo ruolo dopo. Possono esserci delle differenze significative? Di nuovo, Sì.
Questa revisione, dovrebbe aiutarci a vedere la figura complessa della continuità e la discontinuità tra il Signore e Quetzalcoatl. Perché ci sono parti del disegno che sono più o meno vaghe, c’è bisogno di essere cauti nei nostri studi quando ci avviciniamo alle figure affascinanti e misteriose di Quetzalcoatl e del dio Maya Maize, e al fatto che si devono osservare connessioni tra loro ed il Gesù risorto.
Riferimenti
- Scoperta della terra araba di Abbondanza, Evidenza dell’Abbondanza di Nefi by Warren P. Aston di FARMS
- Nuova luce: “Il luogo che era chiamato Nahom”: Nuova luce dall’Antico Yemen by S. Kent Brown of FARMS
- La relazione tra Quetzalcoatl, il dio Maya e Gesù Cristo by Diane E.