Breve Storia della Poligamia
Da MormonWiki.
La poligamia annunciata pubblicamente
Nel 1846 i mormoni furono cacciati fuori dall’Illinois. Una volta stabilito in Utah, Brigham Young comandò ad Orson Pratt del quorum dei dodici Apostoli di annunciare pubblicamente la pratica. Egli lo fece il 29 agosto 1852. In questo discorso e negli altri che seguirono, espose la spiegazione della Chiesa e la difesa della poligamia. Per prima cosa affermò che Dio l’aveva comandata. In secondo luogo, il motivo per cui l’aveva comandata era che i mormoni potessero allevare dei figli retti. Infine specificò che Dio permetteva solo ai suoi profeti di decidere chi avrebbe praticato la poligamia. Come evidenza citò la storia del profeta Nathan e del Re Davide, dove Nathan dice che egli diede a Davide le sue mogli dietro ordine di Dio (vedere 2 Samuele 12: 1-9). La pratica continuò in Utah fino al 1890, quando venne una rivelazione dal Signore che vietava ulteriori matrimoni poligami. Essendo dapprima isolata in Utah, la Chiesa mormone potè praticare la poligamia apertamente e senza problemi. A partire dal 1850 il Partito repubblicano di recente formazione inserì nel suo programma l’abolizione delle reliquie ‘della barbarie’: la schiavitù e la poligamia. La Guerra Civile e l’abolizione della schiavitù avevano distratto l’opinione pubblica, e fu fatto poco per contrastarli all’inizio, nonostante la questione della poligamia fu in parte una giustificazione per la guerra dello Utah. Il presidente Buchanan inviò, nel 1857, 5.000 soldati per domare una rivolta inesistente nel territorio.
Legislazione anti-poligamia e arresti
All’inizio del 1862, il congresso degli Stati Uniti passò una serie di leggi sempre più rigorose che bandivano la poligamia. La prima, l’Atto Anti-Bigamia Morrill, passata il 1 luglio, 1862, poneva al bando la poligamia. Questa era difficile da provare poiché i registri erano scarsi e mentre alcuni dirigenti mormoni come Brigham Young furono arrestati, in genere venivano rilasciati. George Reynolds, segretario di Young ed emigrante inglese, fu arrestato e processato. Si appellò alla Corte Suprema degli Stati Uniti affermando che la poligamia era protetta dalla Carta dei Diritti U.S. che garantiva il libero esercizio della religione. Nel processo Reynolds contro gli Stati Uniti, la Corte disse che questa clausola proteggeva le credenze, solo e che il Congresso poteva passare delle leggi che prevenissero pratiche “che fossero in violazione di doveri sociali o sovversive del buon ordine” (98 U.S. 164). Reynolds fu condannato a 5 anni di prigione.
Malgrado questa vittoria legale la poligamia restò difficile da provare e, nel 1882 il Congresso passò l’Edmunds Act che poneva fuorilegge anche la sola coabitazione. Questo portò a ciò che i mormoni chiamavano “i raids” dal 1880 in poi, quando migliaia di mormoni vennero arrestati e imprigionati. L’Edmunds Act inoltre proibiva a tutte le persone che vivessero in famiglie poligame di detenere pubblici incarichi, servire in giurie o votare. Questo creò problemi a molti mormoni. Nel 1885 l’Idaho richiese ai votanti di giurare dicendo che essi erano contrari alla poligamia e ad ogni organizzazione che la condonasse, e in questo modo tutti i mormoni furono discriminati.
Il dibattito nazionale ed anche internazionale riguardo alla poligamia ha prodotto molte diatribe aspre contro i mormoni, ma anche alcuni improbabili difensori. Stuart John Mill, filosofo ed co-fondatore famoso inglese del movimento Utilitaristico, nella sua opera, Sulla Libertà ebbe da dire in merito al mormonismo:
"Non mi posso trattenere dall’aggiungere a questi esempi del poco conto in cui viene tenuta comunemente la libertà umana, il linguaggio della palese persecuzione che irrompe dalla stampa di questo paese, qualora si sente chiamata in causa per notare l’eccezionale fenomeno del mormonismo...[] ciò che adesso ci riguarda qui è, che questa religione, come altre e migliori religioni, ha i suoi martiri; che il suo profeta ed il fondatore fu, per il suo insegnamento, messo a morte da una plebaglia; che gli altri suoi aderenti hanno perso le loro vite a causa della stessa violenza senza legge; che furono espulsi con la forza dalla nazione in cui erano cresciuti prima, mentre adesso sono stati cacciati in un luogo solitario, nel mezzo di un deserto, molti in questa nazione dichiarano apertamente che sarebbe giusto (solo che non è così conveniente) mandare una spedizione contro di loro e costringerli con la forza a uniformarsi alle opinioni dell’altra gente. L’articolo della dottrina mormonita che spinge così tanto all’antipatia che essa irrompe attraverso le restrizioni ordinarie della tolleranza religiosa è la sua sanzione della poligamia; che, sebbene permessa ai maomettani, e agli Indù, e ai Cinesi sembra eccitare una incessante animosità quando praticata da persone che parlano inglese, e professano essere un tipo di cristiani. Tuttavia ci si deve ricordare che questa relazione è tanto volontaria da parte delle donne coinvolte in essa, e che possono essere spinte a diventarne vittime, quanto qualsiasi altra forma di istituzione matrimoniale".
Stuart Mill continua discutendo il tentativo forzoso di finire la poligamia:
"Uno scrittore recente, sotto alcuni aspetti di merito considerevole, propone (per usare le sue proprie parole,) non una crociata, ma una "civilizzata", contro questa comunità poligama, per mettere fine a ciò che sembra a lui un passo retrogrado nella civilizzazione. Appare anche così a me, ma non sono consapevole che qualunque comunità abbia il diritto di costringere un' altra ad essere civilizzata. []...Mandiamo dei missionari, se vogliono, per predicare contro di essa; e lasciamo, con ogni mezzo giusto, (di cui far tacere gli insegnanti non è uno) che si oppongano al progresso di dottrine simili fra la loro gente".
Mentre Mill chiaramente era contrario alla poligamia, anche fino al punto da trovarla barbara, sentiva che le persecuzioni dei mormoni per questa pratica erano effettivamente eccezionali. Molti altri dirigenti negli Stati Uniti, incluso il Presidente Grover Cleveland, tentò di difendere i mormoni. La maggior parte di questi individui era contraria personalmente alla poligamia, ma credeva che i mormoni avessero il diritto di praticare le loro scelte. Sir Richard Burton, il famoso esploratore e orientalista, difese efficacemente sia i mormoni che la pratica della poligamia nel suo libro, La Città dei Santi ed attraverso le Montagne Rocciose sino alla California. Disse: "Quegli individui che hanno la forza di mente sufficiente per svestirsi interamente dall’influenza del costume, ed esaminare la dottrina di una pluralità di mogli alla luce della ragione e della rivelazione, saranno costretti a concludere che è una dottrina di origine divina; che fu abbracciata e praticata sotto la sanzione divina dagli uomini più giusti che mai vissero sulla terra: i santi profeti ed i patriarchi, che erano ispirati dallo spirito santo (p 382)". Burton difese anche i mormoni contro i loro persecutori legali. Disse che la Costituzione degli Stati Uniti avrebbe dovuto proteggere questa pratica:
La Costituzione e le leggi degli Stati Uniti, essendo fondate sui principi di libertà, non interferiscano con le relazioni matrimoniali, ma lascino la nazione libera di credere e praticare la dottrina di una pluralità di mogli, o di limitare se stessa al sistema di una-moglie, proprio come il paese desidera. Questo è come dovrebbe essere (p 379).
La Vera Natura della Poligamia in Utah Le irruzioni e gli attacchi avvenuti intorno al 1880 volevano far credere che tutti i mormoni vivessero nella poligamia. Sebbene i registri non siano sempre chiari, distorti deliberatamente per evitare che gli ufficiali del governo trovassero facilmente i poligami, è chiaro che soltanto una minoranza praticava la poligamia. Le valutazioni sono che al massimo dal 20 al 25 % dei membri Chiesa la praticarono per un certo periodo tempo; alcune valutazioni dicono il 5 %. Approssimativamente un terzo di donne intorno al decennio 1880 vivevano in famiglie poligame. I 1.300 uomini arrestati sono certamente una piccola percentuale dei quasi 150.000 mormoni che esistevano a quel tempo e dei 200.000 membri esistenti verso il 1890. Alcuni, anti-mormoni ed anche alcuni mormoni tentarono di affermare che i profeti mormoni del diciannovesimo secolo avevano detto che ogni uomo doveva praticare la poligamia per entrare in cielo, ma questo è una deformazione della verità. Nel 1866, John Taylor che successe a Brigham Young come presidente della chiesa disse:
"Quando questo sistema fu dapprima introdotto fra questo popolo, fu una delle più grandi croci che mai sia stata portata da un gruppo di persone da quando il mondo fu creato. Joseph Smith disse ad altri; lo disse a me, e posso testimoniarlo che "se questo principio non fosse stato introdotto, questa Chiesa e questo regno non avrebbero potuto andare avanti".
"Quando fu dato questo comandamento, era così religioso e così obbligatorio verso gli anziani di questa Chiesa, che fu detto loro che se non erano preparati ad entrare nell’alleanza, ed a lottare contro il torrente di opposizione che sarebbe entrato in conseguenza di esso, le chiavi del regno sarebbero portate via da loro".
"Quando vedo chiunque del nostro popolo, i nostri uomini o le nostre donne, che si oppongono ad un principio di questo tipo, li ho visti anni fa sul sentiero dell’apostasia, e lo faccio oggi; li considero apostati, e non interessati a questa Chiesa e al regno (John Taylor, il giornale dei Discorsi 11:221). Qui dice chiaramente che è il principio che deve essere accettato, proprio come ci si aspetta che gli uomini accettino ogni principio ed ogni rivelazione da Dio. Dice che gli uomini ‘devono essere preparati ad entrare in esso e a difenderlo, anche se possono non ricevere la richiesta di fare cosí. Se uno considera che quando lui diceva ciò la maggioranza degli ascoltatori non praticava la poligamia e mai venne chiesto loro di farlo, diventa chiaro che loro capivano questo per significare che dovevano accettare il principio come una rivelazione da Dio per entrare in cielo, poiché Gesù ha insegnato che l’uomo deve vivere di “ogni parola che ogni procede della bocca di Dio.” (Matteo 4:4).
Poiché i mormoni praticavano la poligamia essa portò sia benedizioni che prove da superare. Le donne mormoni erano generalmente in favore di essa, sentendo non solo che veniva da Dio, ma anche che le liberava e permetteva loro di fare molte altre cose. Molte donne mormoni con le altre mogli a dividere il lavoro, andarono a scuola e divennero molto colte.
I capi antimormoni dello Utah diedero alle donne il diritto di voto nel 1870, sperando che queste donne, sicuramente oppresse, avrebbero votato per candidati anti-mormoni, ma la misura si ritorse contro. Le donne mormoni sotto la poligamia avevano molta più libertà di seguire le loro vocazioni. Tre giovani mogli di Brigham Young studiarono medicina e aiutarono a fondare un ospedale. Ci furono anche sfide, meschine gelosie e lotte.
Molte proteste dalle mogli poligame erano che i loro mariti trascorrevano troppo tempo con una moglie o l’altra. Brigham Young che scoraggiava il divorzio, consentì alle mogli poligame di divorziare dai loro mariti se si sentivano trascurate o abusate, ma non dava agli uomini il permesso di divorziare se sentivano che una delle loro mogli era un fardello.
Diceva semplicemente loro di lavorare più duro. Proprio come le altre famiglie, le famiglie poligame avevano dei problemi da risolvere, ma non c’è l’evidenza che i matrimoni poligami risultassero nocivi ai bambini. Infatti molti figli di famiglie poligame ebbero successo nella vita. Le dicerie che i matrimoni poligami producessero figli deformi sono false.
Nel diciannovesimo secolo in Utah c’era un così grande flusso di nuovi immigranti e convertiti che non c’era bisogno di matrimoni fra consanguinei e tali matrimoni erano del tutto rari, o almeno non più comuni che in altre aree rurali.
Joseph Fielding Smith che fu un Apostolo mormone e in seguito presidente della Chiesa crebbe in una famiglia poligama. Di questa situazione disse: "[Mio padre Joseph F. Smith ebbe cinque mogli e 43 bambini. Nessun padre mai in nessuna età del mondo, potevamo dire, ha avuto un amore più grande per sua moglie o le sue mogli ed i suoi bambini, e fu interessato più seriamente al loro benessere di [mio padre]" (Joseph Fielding Smith, la Vita di Joseph F. Smith, p.449).
Dice poi delle mogli e dei bambini in questa famiglia: "Non c’era e non c’è nessuna famiglia monogama che fosse più unita. Con stupore dei non credenti le mogli si volevano veramente bene. Nei tempi di malattia si curavano l’un l’altra e allattavano i loro piccoli. Quando la morte invadeva una delle case ed un bambino moriva, tutte piangevano e facevano lutto insieme con dolore sincero che era meraviglioso vedere. Due delle mogli erano delle professioniste esperte diplomate in ostetricia, e fecero nascere molti bambini. Si curavano a vicenda e quando i bambini nascevano tutte si congratulavano ugualmente con la madre. I bambini si riconoscevano l’un l’altro come fratelli e sorelle, a pieno titolo, come fratellastri, come sarebbero considerati nel mondo. Si difendevano l’un l’altro e si sostenevano, non importa a quale ramo della famiglia appartenessero (la Vita di Joseph F. Smith, p.449).
Smith conclude che le ragioni per cui il mondo esterno guardava la poligamia con tale orrore e disgusto era che " giudicavano il popolo "mormone" secondo il loro proprio standard, e non riuscivano a capire la vera condizione che prevaleva nelle case "mormoni"" (la Vita di Joseph F. Lo Smith, p. 449).
Rinuncia alla Poligamia
Nel 1887, il Congresso approvò l’Atto di Edmunds-Tucker che scioglieva la Chiesa e confiscava praticamente tutta la proprietà, eccetto i templi ed alcuni edifici. La Chiesa si appellò contro questa decisione, citando ancora la libertà di religione, ma in 1890 nel processo 'L’ultima Corporazione della Chiesa mormone contro Gli Stati Uniti', la Corte Suprema sostenne ancora l’interdizione sulla poligamia.
Di fronte alla distruzione totale della Chiesa, Wilford Woodruff il quarto presidente della Chiesa, s’incontrò e pregò con gli altri apostoli. Dopo molta preghiera, Woodruff ebbe una visione di ciò che sarebbe successo se la Chiesa avesse continuato a praticare la poligamia. Vide la distruzione della Chiesa, la dispersione dei mormoni, e la cessazione di tutto il lavoro. Il Signore aveva precedentemente mostrato che, a volte comandava ad alcuni di praticare la poligamia, ed a volte lo vietava, a seconda delle circostanze.
Wilford Woodruff capì che era arrivato il tempo di smettere di praticare la poligamia. Emise ciò che divenne noto come il Manifesto. Disse che la Chiesa mormone non avrebbe più celebrato matrimoni vietati dalla legge. Il presidente Grover Cleveland avrebbe in seguito dovuto perdonare tutti quelli che avevano contratto matrimoni poligami prima del 1890. Utah, Idaho, Oklahoma, Messico Nuovo, ed Arizona ricevettero l’ordine di proibire la poligamia nelle loro costituzioni.
In Idaho originariamente tutti i poligami e tutte le persone sposate nei templi mormoni non potevano votare o avere un pubblico impiego. Questo atto attirò molte critiche. Alcuni dissero che il Presidente Woodruff era un profeta decaduto e alcuni gruppi si allontanarono dalla Chiesa e continuano ancora oggi praticare la poligamia.
Spesso questi gruppi apostati si focalizzarono così tanto su un solo tema come la poligamia che si ritirarono in comunità e trascurarono molti altri insegnamenti importanti di Joseph Smith. La maggior parte di questi gruppi, per esempio non costruì templi e non mandò missionari a predicare, e secondo Joseph Smith questi erano due dei principi più importanti del vangelo.
Gli anti-mormoni tentano di affermare che Wilford Woodruff cedette alla pressione, ma secondo Gordon B.Hinckley attuale presidente della chiesa mormone, il ruolo del profeta è di trovare risposte ai problemi del popolo di Dio chiedendo a Dio in preghiera. Il presidente Woodruff cercò aiuto da Dio e Dio glielo diede. Wilford Woodruff stesso Parlando di questa rivelazione disse:
"Recentemente ho avuto alcune rivelazioni e anche molto importanti, e vi dirò cosa mi ha detto il Signore. Lasciate che conduca le vostre menti a ciò che è definito il Manifesto. Il Signore mi ha detto di fare ai Santi degli Ultimi giorni una domanda e mi ha anche detto che se vorranno ascoltare ciò che ho detto loro e rispondere alla domanda posta, tutti risponderanno allo stesso modo, e crederanno allo stesso modo riguardo a questa faccenda".
"La domanda è questa: Qual è il corso il più saggio da seguire per i Santi degli Ultimi Giorni—continuare a tentare di mettere in pratica il matrimonio plurimo, con le leggi della nazione contro esso e l’opposizione di sessanta milioni di persone, e al prezzo della confisca e alla perdita di tutti i Templi, e la sospensione di tutte le ordinanze dentro, per i vivi e per i morti, e l’imprigionamento della Prima Presidenza e dei Dodici e i capifamiglie nella Chiesa, ed la confisca di proprietà personali, dopo aver fatto e sofferto ciò che abbiamo a causa della nostra aderenza a questo principio, cessare di praticarlo e sottomettersi alla legge, e grazie a ciò lasciare che i Profeti, gli Apostoli ed i padri di famiglia, possano continuare ad istruire le persone ed occuparsi dei doveri della Chiesa, e far sì che i Templi rimangano nelle mani dei Santi, in modo che possano celebrare le ordinanze del vangelo, sia per i vivi che per i morti?"
"Il Signore mi ha mostrato in visione e rivelazione proprio quel che succederebbe se non smettessimo questa pratica. Se non la smettessimo, voi non servireste a niente per. . . nessuno degli uomini in questo tempio a Logan; perché tutte le ordinanze sarebbero ferme in ogni parte della terra di Sion. La confusione regnerebbe in tutta Israele, e molti uomini sarebbero fatti prigionieri. Questa difficoltà ci sarebbe in tutta la Chiesa, ed saremmo in ogni modo obbligati a smettere la pratica. Adesso, la domanda è, se dev’essere smessa in questo modo, o nella maniera che il Signore ci ha manifestato, e lasciando liberi i nostri Profeti ed Apostoli ed i nostri padri, e facendo sì che i templi restino nelle mani del popolo, in modo che i morti possono essere redenti. Una gran parte è stata già liberata dalla prigione nel mondo degli spiriti da queste persone, ed il lavoro deve continuare o fermarsi?"
Questa è la domanda che pongo davanti ai Santi degli Ultimi-Giorni. Voi dovete giudicare da voi stessi. Io non risponderò ad essa. Ma vi dico che quella è esattamente la condizione in cui ci troveremmo se non avessimo intrapreso il corso che abbiamo intrapreso. Vidi esattamente cosa sarebbe accaduto se non si fosse fatto qualcosa. Ho avuto questo spirito su me per tanto tempo. Ma voglio dire questo: Avrei dovuto lasciare che tutti i templi ci fossero tolti dalle mani; Avrei dovuto andare in prigione io stesso, e lasciare che ci andassero anche gli altri, se il Dio del cielo non mi avesse comandato di fare che ho fatto ; e quando l’ora è venuta in cui mi è stato comandato di farlo, tutto mi fu chiaro. Sono andato prima dal Signore, e ho scritto ciò che il Signore mi ha detto di scrivere. . . . (D&A, gli estratti acclusi alla Dichiarazione Ufficiale 1).
La poligamia dal tempo del Manifesto
Dal 1890 a 1904, alcuni mormoni che abitavano fuori dagli Stati Uniti continuarono a contrarre matrimoni poligami credendo che, poiché né Canada né Messico avevano vietato la poligamia, ed il Manifesto esplicitamente vietava soltanto i matrimoni illegali, avrebbero potuto continuare.
Il presidente Joseph F. Smith emise un secondo manifesto nel 1904. Da quel tempo i mormoni in tutto il mondo si sono conformati a quella regola. Quelli che praticano la poligamia vengono scomunicati dalla Chiesa. La questione continuò a creare problemi alla Chiesa mormone per alcuni anni. Intorno al 1890 e anche prima del 1900, mormoni anche monogami avevano avuto prendere difficoltà ad essere eletti negli uffici pubblici.
Nel 1904, Reed Smoot fu eletto al Senato degli Stati Uniti. Nonostante non avesse mai praticato la poligamia, dapprima gli fu impedito di occupare il suo posto e potè occupare il suo seggio al Senato dopo due anni di investigazioni sulla Chiesa da parte del Congresso dagli Stati Uniti. Da quel tempo, i mormoni sono diventati molto eminenti negli uffici pubblici sia in Utah che in tutto il paese.
I gruppi che praticano la poligamia si chiamano mormoni fondamentalisti e non sono affiliati alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. La maggior parte dei loro membri non è mai appartenuta alla chiesa mormone, e le loro azioni sono considerate illegali.
Questi gruppi si ritirano spesso in comunità isolate e raramente fanno dei nuovi convertiti. Questo conduce a sposarsi fra consanguinei ed ha portato, fra essi, nascite di bambini handicappati. Questi gruppi chiedono spesso a tutti gli uomini di praticare la poligamia, cosa che, per mancanza di donne sufficienti, ha causato molti problemi e ha condotto un gran numero di uomini soli, all'impossibilità di sposarsi. Questi uomini sono spesso stati espulsi dal gruppo e recisi dalle loro famiglie.
Altri abusi accadono spesso in queste comunità isolate come questi matrimoni forzati, che capitavano fra i mormoni del diciannovesimo secolo. La poligamia come praticata da questi gruppi è molto diversa dalla poligamia praticata storicamente dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che non ha mai richiesto a tutti gli uomini di praticarla e non si è mai ritirata in comunità segrete lontane dal mondo. La Chiesa mormone del diciannovesimo secolo non ha mai costretto al matrimonio le ragazze giovani, e non ha espulso quelli che non volevano praticare i matrimoni poligami. Queste pratiche di sette contemporanee poligame non dovrebbero mai essere confuse con la pratica mormone del diciannovesimo secolo.