Cattività babilonese

Da MormonWiki.

Eventi che portarono alla cattività babilonese

Dopo che Israele[1] fu divisa in due regni —il regno di Israele al nord, capitale Samaria, and il regno di Giuda al sud con capitale Gerusalemme — l’ Assiria attaccò il regno del nord. Samaria infine cadde nel 722 A.C. Gli abitanti di Israele furono uccisi o deportati in Assiria (vedere dodici tribù. Il regno di Giuda a stento sfuggì allo stesso fato. Re Ezechia era un re giusto che aveva tolto gli idoli nel regno del sud ed esortava i cittadini a pentirsi e tornare al Signore. Il Signore risparmiò Gerusalemme con mezzi miracolosi:

E quella stessa notte avvenne che l'angelo dell'Eterno uscì e colpì nel campo degli Assiri cent'ottantacinquemila uomini; e quando la gente si levò la mattina, ecco, eran tutti cadaveri. 36 Allora Sennacherib re d'Assiria levò il campo, partì e se ne tornò a Ninive, dove rimase. 37 E avvenne che, mentr'egli stava adorando nella casa del suo dio Nisroc, i suoi figliuoli Adrammelec e Saretser lo uccisero a colpi di spada, e si rifugiarono nel paese di Ararat. Esarhaddon, suo figliuolo, regnò in luogo suo.(2 Re 19:35-37).

Mentre l’ Assiria stava perdendo potere, gli imperi di Babilonia ed Egitto stavano ascendendo. Nel frattempo, Ezechia era morto e suo figlio Manasse e poi Amon regnarono su Giuda, due dei più malvagi re che mai avessero governato nella Terra Santa. Manasse guidava il popolo nell’adorazione degli ‘eserciti del cielo’ (stelle, luna, e sole), sacrificando dei bambini, dandosi allo spiritismo satanico, e uccise cittadini innocenti che si rifiutavano di prender parte a queste perversioni. Per giudizio di Dio Manasse fu definito peggiore fra tutti i popoli che erano stati rimossi dalla terra in modo che gli Israeliti potessero ereditarla.

Sebbene re Giosia tentasse di istituire riforme religiose per spingere la gente a pentirsi, i cittadini di Giuda erano troppo malvagi per convertirsi. Giosia fu ucciso a Megiddo (Armagheddon) tentando di impedire agli egiziani di unirsi agli eserciti babilonesi contro l’ Assiria. L’Assiria fu sconfitta da Nebucadnezar nel 609 A.C.

I profeti avevano avvertito i cittadini di Giuda per decenni, che la malvagità li avrebbe condotti all’indicibile orrore della distruzione (per es. Isaia, Michea, Nahum, Abacuc). Gli eventi che si svolgono attorno alla cattività babilonese sono una testimonianza dell’ intenso interesse di Dio verso i Suoi figli. Egli mandò molti profeti a Gerusalemme incluso Geremia che aveva accesso alla corte del re, oltre che al popolo. Lehi, la cui storia inizia il Libro di Mormon era uno di quei profeti.

Il Libro di Mormon dice: Vennero molti profeti, profetizzando al popolo che doveva pentirsi, o la grande città di eGerusalemme doveva essere distrutta. (1 Nefi 1:4).

I profeti testimoniarono ai Giudei seriamente, descrivendo in dettaglio i loro peccati. Questi includevano l'incidere sulle mura interne del tempio dei simboli di deità pagane. I preti a Gerusalemme si mettevano di fronte al sole nascente quando pregavano, adorando gli ‘eserciti del cielo’. L' usura era comune e i ricchi schiacciavano i poveri. L’adorazione degli idoli, con le sue pratiche corrotte, come il sacrificio di bambini e la prostituzione del tempio era normale.

La vita familiare perse la sua natura sacra. La gente si sposava fuori dalla propria fede, e l’adulterio era prevalente. Insieme a questi peccati, erano dominanti la disonestà negli affari e la violenza. E il popolo uccise i profeti.

Babilonia prende il controllo

Nebucadnezar di Babilonia seguì la stessa politica dell’ Assiria nel conquistare, non solo usando la guerriglia, ma anche deportazioni coatte di popoli conquistati. Babilonia pose l’assedio a Gerusalemme in tre grandi invasioni, nel 605, 597, e 586 A.C. Allo stesso tempo, il Signore cominciò a punire il popolo. Una siccità causò perdita di raccolti e carestia, e fece sì che gli animali selvatici lasciassero i boschi per depredare e uccidere il popolo.

Le invasioni di Babilonia divennero sempre più violente, poiché Nebucadnezar perse la pazienza coi re ribelli di Giuda. La prima invasione fu soprattutto una deportazione a Babilonia dei più validi giudaiti. Il Signore, tramite i suoi profeti disse ai giudaiti esattamente quanto sarebbero rimasti a Babilonia: 70 anni. Egli disse loro di sposarsi là e di creare delle famiglie per il Signore, preparandosi a ritornare alla fine della cattività. Il Signore continuò ad avvertire il popolo tramite i profeti, ma esso rifiutò di pentirsi.

Il Signore preannunciò le tragedie che si sarebbero abbattute su di loro, ma invano. L’assedio finale, in special modo fu orribile, pieno di rapine e assassinii e persino cannibalismo fra i giudei che morivano di fame. Il tempio fu distrutto, Gerusalemme devastata e solo i più poveri e i meno intelligenti furono lasciati indietro a curare ciò che era rimasto.

La mano del Signore

Di nuovo, il Signore fece quel che poteva. Portò la famiglia di Lehi[2] fuori, al sicuro nel deserto e poi la guidò alle Americhe, dove potessero stabilire un ramo retto di Israel. Diede anche la possibilità a Mulek, figlio di Re Zedechia, di sfuggire col suo gruppo. Furono guidati anch’essi alle Americhe e furono scoperti dai discendenti di Lehi.

Il Signore stabilì profeti anche a Babilonia, non solo per predicare ai Giudaiti (Ezechiele), ma anche ai re della corte babilonese (Daniele). Egli pose profeti alla corte persiana, quando Babilonia[3] cadde sotto i Medi e i Persiani. I re persiani poi lasciarono che i Giudaiti tornassero a Gerusalemme e ricostruire il tempio. il Signore allora diede profeti e grandi capi da seguire per guidare quelli che ritornavano (Aggeo, Zaccharia, Ezra, Nehemia).

La cattività

Sotto la cattività gli ebrei prosperarono in molti modi. Senza il tempio come centro di adorazione, furono costruite delle sinagoghe. Studiosi ebrei o saggi iniziarono a insegnare al popolo le complessità della legge, nelle sinagoghe. Babilonia divenne il centro degli studi ebraici, e lo rimase per centinaia di anni. La "diaspora," o dispersione degli ebrei[4], si sparse, mentre si stabilivano dei centri di cultura ebraica in Alessandria, Egitto e altrove. Questi centri divennero estremamente importanti. Siccome molti ebrei in questi centri persero la loro abilità di parlare ebraico, l’aramaico e il greco divennero importanti, e le scritture e altri libri apparvero in quelle lingue. Quando venne il momento di tornare indietro, molti ebrei restarono a Babilonia, e i loro discendenti migrarono in Europa e Asia.

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