Credere è nuotare

Da MormonWiki.

Ingoiai ed esitai prima di continuare. Fu la mia ultima conversazione con il mio istruttore di nuoto prima di partire per una missione di due anni per la Chiesa Mormone, la mia voce tremante era l’evidenza che non ero molto bravo ad esprimere ciò in cui credevo. L’allenatore mi disse che non vedeva il bisogno di credere in Dio. La scienza rispondeva a tutte le sue domande e la religione sembrava un ideale non necessario. “Se solo potessi farglielo vedere” Pensai ”Se solo sapesse quanto lo aiuterebbe credere in Dio”.

Allora i miei pensieri si volsero al nuoto, la nostra comune passione. A chiunque tranne che a un nuotatore sembra uno spreco di tempo passare in acqua da due a cinque ore ogni giorno, andando monotonamente su e giù in una piscina da 25 iarde. Ma per me, ed anche per lui era un’esperienza incredibile. Mi sforzai di trovare le parole giuste ma erano sepolte da qualche parte, sotto i miei timori.

Non potei immaginare come rispondere all’allenatore allora, ed anni più tardi continuo a riflettere su questa esperienza. L’istruttore nuotava perché aveva un obiettivo di miglioramento. Aveva visto dei risultati ed aveva fede che ne avrebbe visti di più. Io nuotavo perché avevo un obiettivo e continuavo a nuotare perché lo stavo raggiungendo.

Credere in Dio è simile ad ogni obiettivo o passione. Con un obiettivo viene una determinazione e una dedicazione che supera la domanda razionale: ”Perché trascorrere il tuo tempo e la tua energia in qualcosa che non puoi nemmeno vedere?”. Non avevo mai visto una medaglia prima di cominciare a nuotare. Comunque mentre nuotavo potevo sentire me stesso avvicinarmi all’obiettivo e questo mi spingeva affannosamente a proseguire.

Facevo sempre pratica per migliorare. Proprio come non avevo mai visto una medaglia, non ho visto Dio, ma quello è il mio obiettivo. Il credo che ho in Dio, e le pratiche religiose che faccio sono solo quello—“allenamenti” per migliorare e muovere verso il raggiungimento di un obiettivo a lungo termine. La soddisfazione non si limita al raggiungimento dell’obiettivo, ma include anche l’opera e la pratica che viene lungo la via.

Ore di immersione continua in acqua clorinata potrebbero sembrare assurde a quelli che non hanno familiarità con lo sport, così come il tempo dedicato alla frequenza di chiesa, allo studio delle scritture e alla preghiera potrebbe sembrare sprecato a quelli che non hanno familiarità con la religione. Allo stesso modo un orario severo di allenamento e di dieta potrebbe apparire una restrizione non necessaria, così come potrebbe apparirlo un codice di salute, o di astinenza sessuale praticato per religione. Per due persone che vivono in queste carreggiate, comunque, con un obiettivo in mente, queste restrizioni diventano pietre miliari verso il campionato. L’aspirazione di vedere Dio, di essere con Lui, e l’obiettivo della felicità in questa vita mi ispirano a vivere secondo i miei principi religiosi. Potevo non essere capace di spiegarlo al mio istruttore, ma un giorno spero che avrò l’opportunità di dirgli ciò che sono arrivato a capire: credere è nuotare.

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