Famiglia e figli
Da MormonWiki.
Nella chiesa mormone si pone una grade enfasi sull'istruzione religiosa dei figli. Sin da bambini essi devono essere allevati nella luce e nella verità per sconfiggere gli assalti di Satana. Lo spirito del nostro tempo è il materialismo. Il teppismo ha preso piede. Dei giovani apparentemente bravi che provengono da famiglie notoriamente buone esprimono la loro ribellione in modi distruttivi. Molti sfidano e si oppongono alle forze di polizia. Il rispetto per l'autorità, sia essa civile o religiosa, sembra praticamente inesistente.
L’immoralità, la tossicodipendenza e il decadimento morale e spirituale sono in aumento: il mondo è in subbuglio. Ma nel nostro tempo il Signore ci ha offerto, sotto una nuova veste, il Suo piano eterno, che ci promette il ritorno del mondo a una vita sana, alla vera vita familiare nell'intimità domestica.
Questo piano prevede che il padre riprenda il suo legittimo posto di capo della famiglia, che la madre abbandoni la vita mondana e il lavoro fuori casa per dedicarsi alla famiglia, e infine che i figli smettano di pensare solo ai divertimenti. Il programma d'insegnamento familiare con la sua attività culminante, che è la serata familiare, neutralizzerà gli effetti malefici; basta soltanto che la gente applichi questo rimedio” (“Home: The Place to Save Society”, Ensign, gennaio 1975, pagg. 3-4).
Frederick G. Williams, Sidney Rigdon e il profeta Joseph Smith non prendevano la loro responsabilità di genitori seriamente come avrebbero dovuto. A turno, il Signore parlò personalmente a ognuno di essi sulla gravità della loro negligenza. Anche il vescovo di Kirtland, Newel K. Whitney, doveva fare in modo che i suoi familiari fossero “più diligenti e presenti a casa” (DeA 93:50).
Facendo riferimento a Dottrine e Alleanze 93:41-50, il presidente Spencer W. Kimball ha detto: “Ai nostri giorni il Signore ha dichiarato: “Ora, Io, il Signore, non mi compiaccio con gli abitanti di Sion, poiché vi sono fra essi degli indolenti: ed i loro figli crescono nella malvagità” (DeA 68:31). Non alleviamo i figli semplicemente per compiacere la nostra vanità, ma li portiamo in questo mondo perché diventino re e regine, sacerdoti e sacerdotesse del nostro Signore.
Sarebbe veramente triste se il Signore ci rimproverasse di aver mancato di istruire i nostri figli. Un'immensa responsabilità ricade sulle spalle della coppia che mette al mondo un figlio: essi devono procurargli non soltanto cibo, indumenti e una casa, ma anche dargli amore, disciplina amorevole, insegnamenti e addestramento.
Naturalmente vi sono alcune anime disobbedienti che, a prescindere dall'addestramento e dagli insegnamenti ricevuti, perseverano nel male, ma la grande maggioranza dei figli risponde alla guida paterna.
Le Scritture dicono: “Inculca al fanciullo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne dipartirà” (Proverbi 22:6). E se anche si dovesse allontanare dalla retta via, probabilmente ci ritornerà, se è stato allevato nel modo giusto” (Spencer W. Kimball, “L’addestramento di un bambino”, Ia Stella, agosto 1978, pagg. 3-4).