Feste descritte nella Bibbia
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Le Feste forniscono àncore culturali e pietre miliari per le persone di ognidove. Sono obbligatorie e le tradizioni che le circondano tendono a passare da una generazione all’altra. Il Signore lo sa, così in tutta la storia della Bibbia[1] stabilì delle feste per ancorare il suo popolo ai principi del vangelo, ed Egli si indignava contro le feste che facevano deviare i suoi figli.
Sin dall’inizio la tendenza dell’uomo è stata di far coincidere celebrazioni di feste con i cicli dell’agricoltura e le stagioni. Così, il tempo tradizionale della celebrazione di Natale è stato stabilito in coincidenza, erroneamente, col solstizio d’inverno, quando la fine dell’inverno è giunta e i giorni cominciano ad allungarsi. La festa del raccolto, quando i raccolti sono stati fatti e le persone sanno che non si soffrirà la fame quell’inverno, è un periodo di festeggiamento in ogni cultura. Il volgere della primavera, quando la terra rinasce, è un tempo naturale da festeggiare. Le feste logicamente celebrano le offerte abbondanti della terra (da qui, le libagioni d’acqua e le feste del vino), come la fertilità sia della terra che delle persone che la abitano.
Le celebrazioni delle feste naturalmente col tempo sono contraddistinte da cose particolari—cibi speciali, costumi, decorazioni, canzoni, musica, e comportamenti rituali. Per la maggior parte, queste particolarità rinforzano il simbolismo delle festività, come l’uovo di Pasqua, un simbolo di rinascita. Queste particolarità extra a volte possono oscurare i messaggi originali delle feste, ma offrono anche così molta attrazione che le persone le osservano fedelmente.
L’ Esodo
L’esodo degli israeliti dall’Egitto fu un viaggio di 40-anni attraverso il Piano di Salvezza [2]—i figli di Israele erano nati dai lombi dell’Egitto, tramite l’acqua (battesimo), in un deserto di prove, per ereditare una terra promessa (vita eterna). Durante questo lungo periodo di addestramento, il Signore, Geova, ordinò sette sacre convocazioni, o feste, con il tempio al centro dei rituali della festa. Queste feste erano piene di immaginazione e di simboli che predicevano la natura del messia che sarebbe venuto, e infatti, spiegavano una mappa di storia e di futuro religioso.
Ecco, la mia anima si diletta nel dimostrare al mio popolo la verità della venuta di Cristo; poiché è a tal fine che la legge di Mosè è stata data; e tutte le cose che sono state date da Dio all'uomo, fin dal principio del mondo, sono il simbolo di lui. (2 Nefi 11:4).
Pasqua
La prima di sette feste ordinate da Geova tramite Mosè fu la Pasqua, in ebraico–Pesach[3]. Il rituale era osservato la notte prima della fuga nel deserto ed è ricco di simboli che testimoniano di Cristo, come il redentore e il sacrificio eterno—l’agnello di Dio.
la Pasqua si celebrava il 14th del mese ebraico detto Nisan, o Aviv. Era la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Fino ad allora, l’inizio dell’anno era celebrato in autunno dopo il raccolto finale, ma il Signore, lo spostò alla Pasqua. (Ora l’anno religioso, comincia in questo giorno, e il nuovo anno civile si celebra ancora in autunno). Egli richiese al fedele di portare un agnello maschio, perfetto nelle loro case, il dieci di Nisan. Questo dava alle famiglie quattro giorni per affezionarsi agli animaletti prima di sacrificarli. L’agnello rappresentava Cristo—doveva essere sacrificato e preparato con nessun osso rotto e il sacrificio doveva essere completato fra le 3 e le 5 del pomeriggio —l’ora della crocifissione di Cristo. Il sangue dell’agnello era applicato agli stipiti delle porte, rappresentava il sangue redentore di Cristo e che le famiglie possono essere salvate insieme.
Cristo era nato (secondo il profeta Joseph Smith) all’inizio di aprile, Pasqua, come un agnello, in una stalla. Il suo sacrificio espiatorio accadde anche a Pasqua. Pasqua è una festa che commemora una liberazione, e Cristo è il liberatore.
La festa degli azzimi
Pasqua anticamente era un solo giorno, ed iniziava la Festa degli Azzimi[4], che anticamente durava sette giorni. La Festa degli Azzimi fa ricordare la liberazione dall’Egitto: la fuga era stata così rapida, che l’impasto del pane non ebbe il tempo di alzarsi. La rituale festa di Pasqua incorpora un pezzo di pane azzimo, o matzah, bucato in più punti e non lievitato, detto il afikomon[5]. L’ afikomon rappresenta il messia.
Era avvolto in un tovagliolo bianco o rosso e nascosto come rituale, poi risorto e redento con un dono, tutto tipico di Gesù come il Messia. L’apostolo Paolo spiegò che il lievito nella festa rappresentava il peccato, e tutto il peccato doveva essere purgato. Tutte le feste incorporano la purificazione nel loro linguaggio figurato.
L’ultima cena di Cristo era una festa di Pasqua, ed Egli usò il linguaggio figurato che aveva ordinato come Geova per rappresentare se stesso. Egli usò l’ afikomon come il primo sacramento. Invece di guardare avanti alla venuta del Messia, gli uomini avrebbero adesso usato il sacramento in ricordo dell’espiazione di Cristo. Il vino della Pasqua rappresentava gioia, ma adesso sarebbe servito come un ricordo del suo sangue espiatore nel giardino del Getsemani.
All’ ultima cena, Gesù passò una coppa di vino e il pane sacramentale ai suoi apostoli, ma lui non ne prese: Or mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe, e dandolo a' suoi discepoli, disse: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo. Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati. Io vi dico che d'ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio.(Matteo 26:26-29).
Cristo promise prenderlo quando il Regno di Dio nei cieli sarà unito al Regno di Dio sulla terra. Ciò accadrà al volgere del millennio ad un grande raduno Adam-ondi-Ahman, come descritto in Dottrina e Alleanze 27:4-14.
Bikkurim
Bikkurim è una parola ebraica che deriva da "figlio primogenito." E’ una festa di un giorno celebrata "il giorno dopo lo sabbath che viene durante la settimana di Pasqua". Siccome lo sabbath ebraico viene sempre di sabato, Bikkurim cadrebbe la domenica durante la pasqua. I Rabbini hanno dibattuto su questo, chiedendosi se "sabbath" potrebbe significare il primo giorno di Pasqua, che è un sommo sabbath. Adesso, è semplicemente osservato come il 16esimo giorno di Nisan.
La Pasqua è una delle tre feste di pellegrinaggio, quando tutti gli uomini devono mettersi in viaggio e portare offerte al tempio di Gerusalemme. Per la primavera, si raccoglieva l’orzo ma gli israeliti non avevano il permesso di mangiarne, fino a Bikkurim. Per prepararsi per l’ osservanza, si piantava vicino al tempio un piccolo campo di grano. Non si poteva innaffiare, concimare o coltivare; doveva crescere da solo, con la sua sola forza. Proprio prima di Bikkurim, tre sommi sacerdoti sarebbero scesi al campo e col consenso comune di un gruppo di presenti, avrebbero scelto un covone perfetto di grano. Il covone veniva messo da parte con una corda di lino, raccolto con preghiera e rendimento di grazie, poi portato al tempio e offerto come "offerta agitata." Ciò garantiva un perfetto raccolto in futuro.
Questa offerta agitata fu offerta mentre Cristo risorgeva, il terzo giorno dopo la sua crocifissione, il mattino della domenica. Cristo fu il "primo frutto della resurrezione" ed Egli garantiva un raccolto perfetto per il Signore—tutti gli uomini sarebbero risorti sia i retti che gli iniqui.
Nel 1836, Elia il profeta appare come essere risorto visitò Joseph Smith e Oliver Cowdery nel tempio di Kirtland. Egli restaurò le chiavi di questa dispensazione, l’ultima dispensazione del tempo dove ci sarebbe stata una restaurazione di tutte le cose". La sua visita fu di Pasqua, durante la settimana di Pasqua, Il giorno di Bikkurim.
Egli restaurò il potere di suggellamento, per cui tutte le famiglie potevano essere suggellate insieme per l’eternità, un raccolto perfetto per il Signore. A ogni Pasqua, nelle case ebraiche, c’è al tavolo un posto riservato ad Elia e lui è benvenuto cerimoniosamente, come parte del rituale. Gli ebrei credono che Elia ritornerà e dopo di lui verrà il Messia. La chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni proclama che egli è tornato, e che il Messia è "proprio alla porta."
Contare l’ Omer
Un omer è una misura di grano. Per sette volte sette settimane-(49 giorni) gli Israeliti raccoglievano nei loro campi con paura e trepidazione. Durante questa stagione, Israele prova hamsin, o sharav, venti del deserto dell’est, che portano afa opprimente, e sabbia, cose pessime per i raccolti.
Pentecoste
Pentecoste viene dal greco e vuol dire cinquanta. Cinquanta giorni dalla Pasqua segnano la prossima festa di pellegrinaggio, la festa delle settimane, in ebraico–Shavuoth. Questa è una cerimonia di gioia del raccolto che fa ricordare l’elargizione della Legge (o Torah) sul Monte. Sinai durante l’ Esodo. L’adempimento della festa è il riversamento dello Spirito Santo sugli apostoli a Pentecoste dopo la morte del Salvatore.
Festa delle trombe
Un altro periodo di prova segue la Pentecoste, e poi un’altra tripla-festa di pellegrinaggio ha inizio. All’inizio dell’autunno, il tempo originario del nuovo anno si celebra la festa delle Trombe. Viene detta anche Rosh HaShanah, nuovo anno. Essa commemora la creazione della terra. Le Trombe avvertono che il giorno del giudizio è vicino, e che ci sarà una separazione fra i retti e gli iniqui prima del raccolto finale del Signore. Le Trombe chiamano i retti a risvegliarsi, alzarsi, e radunarsi, affinché i loro nomi possano essere scritti nel Libro della Vita. L’ angelo Moroni consegnò le tavole d’oro a Joseph Smith in questa festività, adempiendo il linguaggio figurato dell’avvertimento e del raduno dei retti. Giorni della soggezione
la festa delle Trombe inizia una settimana di serio pentimento in preparazione del giudizio finale —Yamim HaNora'im. Le persone devono chiedere perdono delle loro trasgressioni e restaurare quello che avevano danneggiato col peccato. Devono abassarsi davanti al Signore e chiedere perdono.
Giorno dell’espiazione
Il giorno dell’espiazione, o Yom Kippur[6] è il culmine del trimestre di pentimento. Nei giorni antichi si facevano molti sacrifici nel tempio. C’era sangue dappertutto, persino sul velo del Santo dei Santi. Era l’unico giorno in cui il sommo sacerdote entrava nel Santo dei Santi e poteva pronunciare il nome del Signore. Si sceglieva un capro espiatorio su cui buttare i peccati di tutta la nazione.
Festa dei tabernacoli
Completato il giudizio finale, l’umanità può gioire. Sukkoth, o i Tabernacoli celebra l’ingresso nel millennio. Capanne provvisorie vengono erette ogni dove, e le famiglie mangiano, dormono e fsteggiano in esse. Esse rappresentano le tende in cui gli Israeliti dimorarono durante l’esodo, ma anche il tempio, la tenda di nozze, il padiglione del Signore. Anticamente, i sommi sacerdoti facevano dei giri attorno all’altare del tempio, emettendo il grido di osanna.
Essi ondeggiavano rami di palma per accogliere il Messia. Nell’ultimo grande giorno, che si equilibra perfettamente la Pasqua sul calendario, entrambi meridiani dell’anno, la fine delle celebrazioni annuali, il raccolto finale è al sicuro nei granai e l’anno inizia, e la vita inizia di nuovo.
Una libagione di acqua e una cerimonia di fuoco erano parte del rituale in tempi antichi. Cristo scendeva nella libagione d’acqua e si dichiarava l’acqua viva. Stava anche davanti all’enorme menorah in fiamme. Il candelabro sul monte del tempio e si dichiarava la luce del mondo.




