Joseph F. Smith

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Joseph F. Smith fu il sesto profeta della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi-Giorni. Servì in questa posizione per diciassette anni. Nato il 13 novembre, 1838 da Hyrum (fratello di Joseph Smith) e Mary Fielding Smith, sperimentò molto presto, nella sua vita, lo sconvolgimento e le avversità. Suo padre era in prigione quando egli nacque, e la famiglia fu costretta a lasciare la sua casa nel Far West, Missouri, quando aveva solamente alcuni mesi. Della sua nascita scrisse:

"Il giorno era freddo, deserto e triste, una maniera triste di celebrare il mio compleanno; Quando mio padre e suo fratello furono imprigionati in una prigione sotterranea [a Richmond] per il Vangelo, i Santi furono cacciati via dalle loro case in Missouri da una plebaglia spietata. Il sole luminoso della mia anima non ha mai dissipato il fondo oscuro di ombre di quel periodo difficile che i Santi stavano passando.

Ancora la mano misericordiosa di Dio e la sua bontà e provvidenza non è mai stata così estesa su di me come in quel periodo. (Gli insegnamenti dei Presidenti della Chiesa": Joseph F. Smith , p.147). La famiglia fuggì dall’Illinois nella speranza di trovare un po’ di pace a Nauvoo. Nel giugno 1844, quando Joseph F. Smith aveva solamente 5 anni, suo padre e suo zio Joseph Smith furono martirizzati.

Anche se a quel tempo era molto giovane, commentò:

"Ho visto il corpo esanime di Joseph e di mio padre dopo che erano stati assassinati nella prigione di Cartage; e ancora ricordo l’oscurità quasi palpabile ed il dolore di quei giorni terribili".

Nell’autunno del 1846 la famiglia fu ancora costretta a lasciare la casa e Joseph F. Smith attraversò il Fiume Missouri per iniziare il suo viaggio con sua madre attraverso le pianure in direzione dello Utah. Nonostante Joseph, avesse soltanto sette anni quando iniziò il suo viaggio, era responsabile di guidare una coppia di buoi.

Nel settembre 1848, la famiglia arrivò finalmente a Salt Lake City. Pochi anni dopo, quando aveva 13 anni, Joseph F. Smith fu battezzato e divenne un membro della Chiesa. Soltanto cinque mesi dopo il suo battesimo, la madre morì. Nonostante fosse ancora giovane, egli conservò dei teneri ricordi di sua madre, che lo aiutarono ad aumentare la sua fede ed allegria nel sacrificio.

Durante gli otto anni tra il martirio di Hyrum nel 1844, e la morte della mamma, nel 1852, ella aveva guidato la sua famiglia attraverso le pianure di Salt Lake, aveva costruito una casa ed una fattoria, ed aveva nutrito la fede dei suoi figli.

Il Presidente Smith rispettò e considerò sempre tutto il lavoro duro che sua mamma aveva fatto, faticando giorno e notte, e facendo dei sacrifici per poter dare comodità temporali ai suoi figli" ( Gli insegnamenti dei Presidenti della Chiesa: Joseph F. Smith , P. 31) nel mezzo delle difficoltà della vita, trovò grande conforto nella compagnia del Signore.

A quindici anni Joseph F. Smith svolse la sua prima missione per la Chiesa. Fu inviato alle Hawaii e servì fino a che aveva 19 anni. Di questa esperienza scrisse: "Loro [gli hawaiani] hanno abitudini diverse da quelle che io conoscevo, ed il loro cibo, la loro maniera di vestirsi, le loro case e tutte le altre cose erano differenti.... Per tre mesi quest’isolamento dal mondo continuò, ma la storia di quel periodo breve della mia vita non può essere raccontata. Ho potuto sentire abbondantemente la vicinanza del mio Signore". (Joseph F. Smith, Dal Profeta al Figlio: Consiglio di Joseph F. Smith da missionario ai Suoi Figli , Compilato da Hyrum M. III Smith e Scott G. Kenney, il p.i).

Joseph F. Smith abbracciò gli hawaiani e imparò la loro lingua in appena 100 giorni. Nel 1857 tornò in Utah e tre anni dopo partì per un’altra missione, questa volta in Inghilterra. Quando tornò, nel 1863, servì un’altra missione nuovamente alle Hawaii.

Nel luglio del 1866, a solo 27 anni fu ordinato apostolo e servì come consigliere del Presidente Brigham Young. Servì anche come presidente della Missione Europea. Servì, inoltre, come secondo consigliere di tre presidenti della Chiesa: John Taylor, Wilford Woodruff, e Lorenzo Snow. Poi nell'ottobre 1901, a 62 anni, fu chiamato sesto presidente della Chiesa.

Mentre era presidente e profeta, Joseph F. Smith iniziò il lavoro di manutenzione dei luoghi storici della Chiesa. Sotto la sua guida la Chiesa comprò il carcere di Carthage, il luogo di nascita del Profeta Joseph Smith, il Bosco Sacro, e la fattoria della famiglia Smith.

Joseph F. Smith ispezionò la costruzione dei templi di Cardston Alberta, in Canada di quello di Laie, Hawaii. Ma morì prima che fossero terminati. Si preoccupò molto delle famiglie nella chiesa, cercando di promuovere un buon ambiente famigliare e istituì a questo scopo, il Programma settimanale della Serata Famigliare.

Questo zelo per la preservazione della famiglia gli derivava dal suo amore per la propria famiglia. Disse spesso che la “vita eterna dovrebbe iniziare dalla casa, (” Gli insegnamenti dei Presidenti della Chiesa: Joseph F. Smith , P.241). Joseph F. Smith fu anche il primo Presidente della Chiesa a visitare l’Europa mentre era profeta. Ricevett anche la rivelazione che si trova in Dottrine e Alleanze 138.

Morì nel novembre 1918, a 80 anni. Suo figlio Joseph Fielding Smith divenne il prossimo presidente della Chiesa, di suo padre disse che aveva uno spirito gentile, un'anima comprensiva, una persona che soffriva con i malati, disposto a aiutare gli indifesi ed a prendere i loro fardelli. Era mediatore di pace, un amante della pace” (Joseph F. Smith, La vita di Joseph F. Smith , P.439-440).

Le citazioni del Presidente Joseph F. Smith

" Noi esortiamo, noi supplichiamo i nostri fratelli e le nostre sorelle, per il vangelo di Gesù Cristo, non soltanto ad onorare se stessi conducendo una vita retta, ma anche ad onorare e amare i loro simili, e ad essere caritatevoli verso ognuno di loro. Vi esortiamo non soltanto a osservare il più grande di tutti i comandamenti dati da Dio all’uomo, cioè quello di amare il Signore vostro Dio con tutto il vostro cuore, con tutta l’anima vostra e con tutte le vostre forze; ma vi incitiamo anche a osservare la legge che per importanza è seconda al primo comandamento, e cioè quella che dice di amare il vostro prossimo come voi stessi.” Dottrina Evangelica.

"Noi dobbiamo essere di esempio; dobbiamo essere fedeli alla nostra fede. . . dobbiamo essere fedeli alle nostre alleanze, fedeli al nostro Dio, fedeli l’uno all’altro e agli interessi di Sion, quali che siano le conseguenze, quali che siano i risultati. . . L’uomo che rimane nel regno di Dio, l’uomo che è fedele a questo popolo, l’uomo che si conserva puro e immacolato dalle turpitudini del mondo è l’uomo che Dio accetterà, che Dio sosterrà e che prospererà sulla terra; sia che goda della sua libertà, sia che languisca in prigione, in qualunque luogo egli si trovi, ne uscirà bene" Dottrina Evangelica .

"Quanto amo e ho cara la vera maternità! Nulla sotto la volta celeste può sorpassare il mio infinito amore per la dolce, sincera, nobile anima che mi dette alla luce, la mia cara, cara madre! Come era buona! Come era sincera! Come era pura! Era davvero una santa! Una regale figlia di Dio! Devo a lei la mia esistenza e anche il mio successo in questa vita, insieme al favore e alla misericordia di Dio!" Dottrina Evangelica

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