Libro di Omni

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Il Libro di Omni è un piccolo libro nel Libro di Mormon. Originariamente parte delle Piccole Tavole di Nephi, il libro segue i discendenti di Giacobbe, il fratello di Nefi, come le tavole tramandate da padre in figlio o da fratello a fratello. Il libro è essenzialmente diviso in due sezioni: la prima mostra i brevi resoconti dei discendenti di Giacobbe e la seconda la fine delle piccole tavole.

Registri dei Discendenti

La prima parte del Libro di Omni contiene diversi brevi passi scritturali trascritti dai discendenti di Giacobbe. Questa sezione menziona anche le continue guerre tra Nefiti e Lamaniti. Tramite questi racconti si parla riguardo alla non prosperità dei Nefiti a meno che non sarebbero stati retti. Pricipalmente, comunque, questa parte del libro copre i momenti in cui le tavole vennero tramandate come segue: 1. Giarom a suo figlio Omni. 2. Omni a suo figlio Amaron 3. Amaron a suo fratello Chemish 4. Chemish a suo figlio Abinadom 5. Abinadom a suo figlio Amaleki.


La fine delle Piccole tavole di Nefi

Amaleki si occupa dei registri e dei cambiamenti del libro indirizzandosi ai maggiori eventi del suo tempo. In questa parte del libro, Amaleki racconta di come a Re Mosia fu detto dal Signore di guidare i Nefiti fuori dalla terra e verso la terra di Zarahemla, conosciuta come quella dei Mulechiti, che si aggregarono ai nefiti seguendo Re Mosia e sostenendolo come loro re. Il libro parla dell’unica e sola connessione tra i Nefiti e i Giarediti, Coriantumr. Avendogli dato la pietra con le iscrizioni su di essa, re Mosia tradusse col dono e potere di Dio. Gli scritti raccontavano di una storia dei Giarediti e anche di Coriantumr. Essendo sopravvissuto all’intero sterminio del suo popolo, Coriantumr dimorò tra i Mulechiti fino a che morì, nove mesi dopo. Infine, il libro parla di un gruppo di Nefiti che volevano ritornare al loro paese laddove erano stati cacciati e volevano ritornare alla loro terra con Mosia. Dopo un tentativo fallito, il gruppo sparisce, al suo secondo tentativo senza che nessuno sapesse dove fosse andato. Suo fratello era sparito con questo gruppo e siccome non aveva eredi, Amaleki rimase senza parenti naturali a cui poter dare queste tavole. Lui poi termina il racconto delle piccole tavole e poi le consegna a Re Beniamino, il figlio di Mosia, per tenerle al sicuro.

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