Urim e Thummim
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Le pietre del veggente, chiamate altresì Urim e Thummim, nel mormonismo sono strumenti preparati da Dio per assistere l’uomo nell’ottenere la rivelazione e per tradurre le lingue. In ebraico le parole [Urim and Thummim] significano ‘luci e perfezioni.’ L’Urim and Thummim consiste di due pietre messe in archi d’argento e talvolta usate con un pettorale (vedere Dottrina & Alleanze 17: 1; Storia di Joseph Smith - 1: 35, 42, 52).
Un veggente, noto anche come un profeta, è l’unica persona autorizzata ad usare gli interpreti. L’Urim e il Thummim e un pettorale sono menzionati occasionalmente nel Vecchio Testamento, ma è evidente che furono persi o portati via agli ebrei prima del tempo di Cristo. Alcuni dei profeti nefiti nel Libro di Mormon sono anche menzionati per aver avuto le pietre del veggente. Quando a Joseph Smith fu data la responsabilità di tradurre il Libro di Mormon egli usò l’Urim e il Thummim.
Fornì una breve descrizione di essi, nella Storia di Joseph Smith 1: 35. C’erano due pietre in archi d’argento — e queste pietre legate a un pettorale, costituivano ciò che è chiamato l’ Urim e Thummim — depositato con le tavole; e il possesso e l’uso di queste pietre era ciò che costituiva veggenti nei tempi antichi.
Quelle pietre Dio le aveva preparate con lo scopo di tradurre il libro. Joseph Smith non fornisce alcun resoconto del processo usato per tradurre con l’Urim e Thummim ma invece sottolinea, il fatto che la sua abilità di tradurre era un dono di Dio, attraverso lo Spirito. Joseph Smith più tardi disse anche all’ anziano Orson Pratt che le pietre del veggente non erano essenziali alla traduzione o rivelazione, e che gli erano state fornite quando lui era ancora inesperto nel ricevere rivelazioni. Man mano che Joseph Smith continuava a tradurre ed acquistava confidenza con la rivelazione non ne ebbe più bisogno.